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«Sulla tua parola getterò le reti»: presentati al Vescovo dalle comunità neocatecumenali i frutti di un anno di evangelizzazione.

di Geppe Nicotra Toscana Oggi – Vita Apuana 17 giugno 2007

Vescovo Eugenio Binini«Questa sera il Signore ci invita a farci piccoli, a saperci guardare nella nostra debolezza, con fiducia, perché nessuno dei nostri limiti impedirà a Lui di riempirci di Lui e della Sua benevolenza. Questo è l’augurio che io faccio a tutti noi. A voi, l’augurio che nel vostro cammino possiate vivere intensamente questo rapporto con il Signore, che è un rapporto fiduciale e, nello stesso tempo, di grande abbandono: il Signore vedrete che vi sorprenderà!». Con questo invito e questo augurio Mons. Eugenio Binini, ha terminato l’omelia tenuta, in occasione della solennità della SS. Trinità, durante la celebrazione eucaristica che ha presieduto alla presenza delle comunità del Cammino Neocatecumenale della Diocesi.

Questo incontro, più che uno scontato appuntamento di rito (il primo incontro del genere data all’ottobre 1998), nell’intenzione del Vescovo e dei convenuti voleva essere una vera eucaristia, un rendimento di grazie. Un rendimento di grazie comune del Vescovo e delle comunità per i frutti che il Signore, attraverso il Cammino Neocatecumenale, sta donando alla Chiesa. E, infatti, all’inizio della celebrazione, particolare riguardo è stato riservato alle comunità nate in quest’ultimo anno di evangelizzazione a s. Colombano a Pontremoli, a Terrarossa, a san Pietro ad Avenza, a Massa (nelle parrocchie di Romagnano, Cervara e Turano). Un rendimento di grazie da parte del Vescovo, che ha visto la sua paternità spirituale accresciuta dalla presenza di questi nuovi figli, che – iniziando un cammino di fede – lo riscoprono e sentono più come un padre che come un’autorità della gerarchia ecclesiale. Un rendimento di grazie da parte delle comunità che, ancora una volta, hanno visto compiersi il miracolo della fede suscitata e risvegliata dalla stoltezza della predicazione. Questi frutti della presenza del Signore, il Cammino non li sta donando solo alla Chiesa della Diocesi di Massa – Carrara – Pontremoli. E’, infatti, di alcuni giorni fa, il 4 giugno, il servizio con cui la Radio Vaticana ha dato notizia della lettera con cui il leader della Chiesa Melchita cattolica della Galilea, l’Arcivescovo Abuna Elias Chacour ha proposto al Cammino Neocatecumenale di intensificare il suo impegno pastorale per la Chiesa Melchita. L’Arcivescovo Chacour, candidato in due occasioni al Premio Nobel per la Pace, afferma nel suo messaggio di aver cercato “qualcuno o qualche comunità che predicasse la Buona Notizia” ai suoi parrocchiani come una risposta al proselitismo delle sette, e che il Cammino Neocatecumenale ha risposto a questo appello. “Voi seguite con il vostro modo di agire, lo stesso cammino e gli stessi metodi dei miei Antenati, gli Apostoli, che loro usarono al principio della Cristianità, duemila anni fa. Proclamate la Parola di Dio, senza paura, con convinzione e determinazione”, scrive il presule. Dal canto suo Padre Rossi, direttore della “Domus Galilaeae” – il centro internazionale del Cammino Neocatecumenale che si affaccia sul lago di Tiberiade – in alcune dichiarazioni a ZENIT, ha manifestato la propria gioia per l’invito della Chiesa Melchita. “Condividiamo l’urgenza espressa dall’Arcivescovo Chacour di evangelizzare ‘le pietre vive’ nella terra del Signore – ha affermato –. Il Cammino Neocatecumenale è un itinerario di evangelizzazione che si è mostrato molto valido anche per arrestare l’espansione delle sette tra i fedeli cattolici in altri luoghi del mondo, soprattutto in America Latina”.

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