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Radio Maria

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  1. Newsletter di P. Livio - 5 Aprile 2018

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    Messaggio della Regina della pace  a Marija di Medjugorje, 25 marzo 2018

    "Cari figli,vi invito a stare con me nella preghiera, in questo tempo di grazia, in cui le tenebre lottano contro la luce. Figlioli, pregate, confessatevi ed iniziate una vita nuova nella grazia. Decidetevi per Dio e Lui vi guiderà verso la santità e la croce sarà per voi segno di vittoria e di speranza. Siate fieri di essere battezzati e siate grati nel vostro cuore di far parte del piano di Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata".

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    Commento di P. Livio al messaggio 
    della Regina della pace a Marija di Medjugorje, 
    25 marzo 2018

     

    I messaggi del 25 del mese sono rivolti alla parrocchia di Medjugorje, alla parrocchia ideale di tutti coloro che hanno risposto alla chiamata e poi a tutti gli uomini. 
    I messaggi del 25 del mese hanno soprattutto una dimensione ecclesiale, lo dimostra anche l’attenzione della Madonna verso il tempo liturgico. 
    Altre volte il 25 Marzo, giorno dell’Annunciazione, la Madonna è apparsa con vestiti dorati. Ieri, invece, è apparsa vestita normalmente, con il velo bianco e la veste grigia.
    Quest’anno la festa dell’Annunciazione, poiché coincide con la Domenica delle Palme (che ha la precedenza dal punto di vista liturgico) si celebrerà il 9 Aprile. 
    Il messaggio esprime inviti, esortazioni, comandi fortemente incentrati sul mistero pasquale che è un mistero di morte e resurrezione, la morte al peccato e la resurrezione nella vita nuova della grazia con accenni alla croce, al battesimo, alla santità della vita cristiana.


    Vediamo dunque tutti i passaggi di questo messaggio.
    Cari figli vi invito a stare con me nella preghiera in questo tempo di grazia in cui le tenebre lottano contro la luce”.


    Il tempo di grazia è il tempo che va dalla prima alla seconda venuta di Cristo, in quanto, con la sua morte e resurrezione, Cristo è vincitore sull'impero delle tenebre, sul peccato, sul male; sulla morte. 
    In particolare è tempo di grazia la Settimana Santa, nella quale siamo chiamati a vivere il mistero della passione, morte e resurrezione del Signore. 
    In questo tempo di grazia, tuttavia, è presente il mistero del male, il mistero di iniquità fino alla fine dei tempi. Le tenebre sono all'assalto nel tentativo di rivincita, di riprendersi il dominio del mondo, di sottrarre le anime alla grazia della redenzione, di portarle sulla via della rovina.


    La Madonna fa accenno soprattutto alla grande battaglia che è in atto ormai da tempo e che è nella sua fase culminante: la lotta fra l’impero del male (l’impero delle tenebre) che, come la Madonna dice in altri messaggi, tenta di rinchiudere il mondo nella sua totale oscurità, e la luce di Cristola luce della Chiesala luce di ogni cristiano.


    La Madonna non ci invita soltanto a pregare, ma a stare con Lei in preghiera
    “Vi invito a stare con me nella preghiera”, questo deve essere un atteggiamento stabile.


    Specialmente passiamo questa Settimana Santa con Maria, uniti a Lei a contemplare la croce, a pregare ai piedi della croce, a testimoniare la grazia della croce. 
    Viviamo con Maria la Settimana Santa per poter essere vincitori, perché chi sta con Maria, come le pie donne, come san Giovanni, è vincitore nel momento della passione. Chi non sta con Maria è un po' smarrito, come è accaduto agli apostoli in quei giorni ed è stata poi la Madonna che li ha radunati di nuovo nel Cenacolo, li ha fortificati, li ha guidati nella fede verso la Resurrezione.

    In questa Settimana Santa la Madonna ci dà tre imperativi“figlioli, pregate, confessatevi, iniziate una vita nuova nella grazia”. Si tratta di tre imperativi collegati. 
    Nella preghiera prepariamo la nostra Confessione, facciamo la revisione di vita, ci mettiamo ai piedi della croce; nella preghiera decidiamo la conversione e poi riceviamo il Sacramento della penitenza in modo tale che non sia una pratica superficiale, ma che abbia con sé il proposito (ogni volta che ci confessiamo) di lasciare la vita di peccato e iniziare una vita nuova di grazia. Allora la Confessione è veramente efficace.

    Che senso ha la vita nuova nella grazia, in che cosa consiste? 
    “Decidetevi per Dio e Lui vi guiderà verso la santità e la croce sarà per voi segno di vittoria e di speranza”
    Dobbiamo deciderci per Dio, guidati dallo Spirito Santo, e allora si inizia un cammino di santità e in questo cammino, guardando la croce, noi moriamo al peccato, stronchiamo i legami, le catene del peccato, tutto ciò che ci tiene lontano da Dio e così diventiamo vincitori. Dentro di noi la grazia vince, Dio vince e così ci apriamo alla speranza della vita nuova, della vita eterna. 
    Questo è il programma spirituale, esistenziale di questa Settimana Santa.

    Poi la Madonna ci ricorda che nella Veglia Pasquale vengono battezzati molti catecumeni e i fedeli sono chiamati a rinnovare le proprie promesse battesimali e dice: “Siate fieri di essere battezzati”. E’ la fierezza, il santo orgoglio di essere cristiani, la gioia di essere cristiani, la gioia di appartenere al mistero della salvezza che è la Chiesa, “siate grati nel vostro cuore di far parte del piano di Dio”, tutti noi, tutti i battezzati, siamo chiamati a far parte del piano di Dio, a far parte della Chiesa che è strumento di salvezza, a far sì che, come ha detto la Madonna: “voglio che voi siate tutti con me in Paradiso”, “voglio salvare tutte le anime e presentarle a Dio”
    Noi dobbiamo essere grati e attivi in questo piano di salvezza aiutando la Madonna a salvare le anime con la preghiera, la testimonianza, le opere di carità spirituale e materiale. 
    È una grande grazia per la nostra generazione avere la Madonna che ci guida. 
    Chi medita i messaggi della Madonna e si lascia guidare da Lei fa grandissimi progressi nella vita spirituale
    Nessuno come la Madonna sa cos’è il Vangelo, nessuno più della Madonna sa chi è Gesù Cristo, nessuno più della Madonna sa qual è il piano della redenzione, nessuno più della Madonna ci conosce a fondo, conosce le nostre qualità e le nostre debolezze, nessuno più della Madonna ci ama, nessuno più della Madonna è comprensivo con noi, nessuno più della Madonna è capace di farci alzare a volo d’aquila nei cieli della santità.

    Decidiamo di lasciarci guidare dalla Regina della Pace, perché si possono fare tante cose belle, tante cose nuove, ma chi oggi si muove al di fuori di questo grande e meraviglioso piano di salvezza di Maria con cui vuol guidare la Chiesa, “chi vuol grazia ed a Lei non ricorre, sua disianza vuol volare senz’ali”, dice Dante, è come colui che vuol volare senza le ali e rischia di faticare e di essere inconcludente.

    È per questo che la Madonna ci dice: “siate grati nel vostro cuore di far parte del piano di Dio”
    “Grazie per aver risposto alla mia chiamata”
    Grazie per la perseveranza nella risposta. Io direi grazie perché ci ha chiamati.

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    Messaggio della Regina della pace a Mirjana, 2 aprile 2018

    “Cari figli, per mezzo del grande amore del Padre Celeste, sono con voi come vostra Madre e voi siete con me come miei figli, come apostoli del mio amore che senza sosta raduno attorno a me. Figli miei, voi siete quelli che, con la preghiera, dovete abbandonarvi in totalità a mio Figlio, affinché non siate più voi a vivere, ma mio Figlio in voi; in modo che tutti quelli che non lo conoscono, lo vedano in voi e desiderino conoscerlo. Pregate che vedano in voi umiltà decisa e bontà, disponibilità a servire gli altri; che vedano che voi vivete col cuore la vostra vocazione nel mondo, in comunione con mio Figlio. Che vedano in voi mitezza, tenerezza ed amore verso mio Figlio, come anche verso i vostri fratelli e sorelle. Apostoli del mio amore, dovete pregare molto e purificare i vostri cuori, in modo che siate voi i primi a camminare sulla via di mio Figlio; in modo che siate voi i giusti uniti dalla giustizia di mio Figlio. Figli miei, come miei apostoli dovete essere uniti nella comunione che scaturisce da mio Figlio, affinché i miei figli che non conoscono mio Figlio riconoscano una comunione d’amore e desiderino camminare sulla via della vita, sulla via dell’unità con mio Figlio. Vi ringrazio”.

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    LE NOVITA' EDITORIALI
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    I Santi giovani

    di P. Livio (edizioni Sugarco)
    Nell’inevitabile differenza di tempi e contesti, culturali e geografici, i santi giovani mostrano che seguire Cristo lascia una scia di luce che irradia a distanza di secoli. Hanno vissuto pochi anni secondo il mondo, ma sono vivi e attivi più che mai nell’eternità, come fari che illuminano la strada a ogni giovane che si confronta con le grandi domande della vita. 

    Attraverso le loro biografie possiamo scoprire una luce che illumina quel vuoto di senso tipico del nostro tempo.È la luce di Cristo, il grande amore che ha reso questi ragazzi delle fiaccole accese nella notte, che ora risplendono in una catena di amicizia che travalica i secoli e li lega a tanti loro coetanei, i quali proprio adesso vivono la fase, spesso difficile, delle grandi decisioni dell’esistenza.

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    L'Eroismo delle origini
    di P. Livio con Diego Manetti (edizioni Piemme)

    Per guardare al seme, occorre andare alle origini, individuando un periodo iniziale che possa essere oggetto di indagine approfondita. Se tale inchiesta condurrà ad un esito positivo, vorrà dire che, oltre ai buoni frutti, anche il seme da cui quest'albero è sorto è in sé buono, e ciò permetterà, forse, di potersi ragionevolmente esprimere in maniera positiva sulla credibilità delle apparizioni di Medjugorje nel loro complesso. 

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  3. Newsletter di P. Livio – 27 Marzo 2018

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    “Figli miei, avevo la forza della fede”

     Editoriale di P. Livio in homepage

    Cari amici, 
    nel messaggio annuale del 18 Marzo a Mirjana, la Regina della pace ci esorta accoratamente a pregare per la forza della fede. E’ grazie a questa forza, unita a una illimitata  fiducia nell’amore di Dio, che la Madre ha potuto essere presente nei giorni della Passione, sostenendolo col suo amore e col suo coraggio, fino al momento del sacrifico supremo, rimanendo ritta ai piedi della Croce e raccogliendo nel suo cuore ogni sua parola e ogni goccia di sangue. Con la sua fede eroica, che non ha mai vacillato e che ha sostenuto anche quella della Chiesa nascente, Maria ha cooperato all’opera della redenzione, divenendo martire col Figlio crocifisso, mentre una spada trapassava la sua anima. La Madonna, in questo tempo di via Crucis della Chiesa e dell’umanità, in un mondo che inveisce contro la Croce e la calpesta, ci esorta a non avere paura e a fortificare la nostra fede vacillante, confidando nell’amore del Padre celeste.  “Tutti coloro che hanno la forza della fede sono più forti. Questa è la forza che sostiene nel dolore e nella sofferenza”. Noi sappiamo che queste parole sono vere, perché senza la forza della fede saremmo assaliti dallo scoraggiamento e dalla disperazione. La Madonna sa che questo è il momento della prova, quando la fede di ognuno è passata al vaglio. “Figli miei la vostra lotta è dura, lo sarà ancora di più, però voi seguite il mio esempio”. La Madre intrepida percorre con noi la salita al Calvario, ci sostiene, ci incoraggia e con amore materno accarezza le nostre anime.

    Vostro Padre Livio


    Messaggio da Medjugorje del 18 Marzo 2018 alla veggente Mirjana

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    Cari figli!  
    La mia vita terrena era semplice. 
    Amavo e mi rendevano felice le piccole cose. 
    Amavo la vita dono di Dio, anche se dolori e sofferenze hanno provato il mio cuore.

    Figli miei avevo la forza della fede e illimitata fiducia nell’amore di Dio.

    Tutti coloro che hanno la forza della fede sono più forti. La fede ti fa vivere nel bene e così la luce dell’amore divino arriva sempre nel momento desiderato. Questa è la forza che sostiene nel dolore e nella sofferenza. Figli miei pregate per la forza della fede, confidate nel Padre celeste e non abbiate paura. Sappiate che nessuna creatura di Dio andrà perduta, ma vivrà per sempre. Ogni dolore ha la sua fine e poi comincia la vita nella libertà, la dove tutti i miei figli giungono e dove tutto ritorna. Figli miei la vostra lotta è dura, lo sarà ancor di più, però voi seguite il mio esempio. Pregate per la forza della fede, confidate nell’amore del Padre celeste. Io sono con voi, io mi manifesto a voi, io vi incoraggio. Con illimitato amore materno accarezzo  le vostre anime.

    Vi ringrazio!

    Ascolta l’audio del commento al messaggio del 18 marzo di P. Livio


     

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    Messaggio da Medjugorje del 25 marzo 2018alla veggente Marija

    “Cari figli! 
    Vi invito a stare con me nella preghiera, in questo tempo di grazia, in cui le tenebre lottano contro la luce. Figlioli, pregate, confessatevi ed iniziate una vita nuova nella grazia. Decidetevi per Dio e Lui vi guiderà verso la santità e la croce sarà per voi segno di vittoria e di speranza. Siate fieri di essere battezzati e siate grati nel vostro cuore di far parte del piano di Dio. 
    Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

     Ascolta l’audio del commento al messaggio del 25 marzo di P. Livio

     Ascolta l’audio della telefonata di P. Livio con la veggente Marija


     

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    I SANTI GIOVANI - di P. Livio 
    Edizioni Sugarco

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  4. Lettera di Pasqua 2018

    Cristo è Risorto, Alleluja! 

                                 

    Buona Pasqua 
    a tutta la grande famiglia di Radio Maria

     

    Cari amici,

    la gioia di Cristo risorto inondi i vostri cuori e accenda la luce della speranza, 
    perché Gesù, che ci ha liberato dal peccato e dalla morte, 
    è vivo in mezzo a noi, come fonte inesauribile di perdono e di grazia.

    In questo tempo pasquale viviamo il mistero della morte e della resurrezione di Gesù 
    mediante i sacramenti della Penitenza e dell’Eucaristia, 
    morendo anche noi al peccato e risuscitando a vita nuova.

    Guardiamo al Cuore trafitto del Signore risorto, 
    dal quale sgorga il fiume inesauribile della Divina Misericordia ed eleviamo lo sguardo al Cielo, dove Gesù ci ha preceduto per prepararci un posto.

    Un grazie di cuore a tutti i nostri ascoltatori che, con le preghiere e i sacrifici quotidiani, sostengono la missione di Radio Maria in Italia e nel mondo. E’ un previlegio poter aiutare la Madonna a diffondere la fede, la preghiera e la speranza, affinché le anime si salvino e gli uomini vivano in pace.

    Finalizziamo i sacrifici del tempo quaresimale per dare un sostegno particolare a Radio Maria, affinché questo meraviglioso albero continui a verdeggiare e a produrre frutti abbondanti.

    Tutto quello che facciamo per questa grande opera di evangelizzazione lo troveremo in Cielo, insieme a tutte le anime che avremo incamminato sulla via della conversione.

    Che  la luce del Signore risorto illumini il vostro cammino e la sua pace rallegri i vostri cuori.

    Vostro Padre Livio

  5. Newsletter di P. Livio - 14 Marzo 2018

    MARIA MADRE PREMUROSA

     
     
    Editoriale di P. Livio, in home page www.radiomaria.it
     
    Cari amici,
    in quale occasione una madre manifesta la sua premura per i propri figli?
    Senza dubbio quando cadono ammalati. Allora moltiplica le sue attenzioni e le sue tenerezze, per alleviare le sofferenze e per affrettarne la guarigione. E quando un figlio è in difficoltà, non solo lo tiene per mano, ma lo prende in braccio e se lo stringe al cuore. Non tralascia nulla finché non lo rivede sano e forte affrontare il duro cammino della vita. La strada che conduce all’eternità è aspra e stretta ( Mt 7,14). Quando la fatica paralizza le gambe si è tentati di fermarsi e di guardare indietro. Gli assalti del male colpiscono e sfiancano. Le ferite sanguinano e indeboliscono. La tentazione di tornare indietro si fa sempre più forte. Sono molti quelli che la incominciano e pochi quelli che perseverano fino alla fine. Gesù ci ha donato sua Madre perché col suo amore materno potesse versare olio sulle ferite che il male ci infligge e ci rendesse più leggere le croci che, a causa della nostra debolezza, ci schiacciano. Quando siamo nel peccato, Maria si china sul nostro male con infinita tenerezza e non prova ripugnanza per le nostre piaghe e le nostre deformità. Quando siamo convalescenti, non forza la mano e attende pazientemente che ritornino le forze. Quando si fanno sentire asprezze della vita, lei smussa gli spigoli taglienti perché non ci facciano troppo male. Quando le pene sono troppo pesanti, Lei le alleggerisce senza aspettare che glielo chiediamo. Quando, nei primi passi del cammino di conversione, le difficoltà spingono verso lo scoraggiamento, Lei sparge le sue piccole gioie per animarci a proseguire. Gesù sa che senza la dolcezza del Cuore materno di Maria molte anime si perderebbero. Per questo l’ha messa al nostro fianco come madre premurosa e fedele.

     
    Nella festività di San Giuseppe vi riportiamo alcuni punti dell’Esortazione Apostolica “Redemptoris Custos” di San Giovanni Paolo II sulla figura e la missione di San Giuseppe
    nella vita di Cristo e della Chiesa.
     
    Chiamato ad essere il custode del redentore, «Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sè la sua sposa» (Mt 1,24).
     
    Ispirandosi al Vangelo, i padri della Chiesa fin dai primi secoli hanno sottolineato che san Giuseppe, come ebbe amorevole cura di Maria e si dedicò con gioioso impegno all'educazione di Gesù Cristo, così custodisce e protegge il suo mistico corpo, la Chiesa, di cui la Vergine santa è figura e modello.
    Nel centenario della pubblicazione dell'epistola enciclica «Quamquam Pluries» di papa Leone XIII e nel solco della plurisecolare venerazione per san Giuseppe, desidero offrire alla vostra considerazione, cari fratelli e sorelle, alcune riflessioni su colui al quale Dio «affidò la custodia dei suoi tesori più preziosi.
    Con gioia compio questo dovere pastorale, perché crescano in tutti la devozione al patrono della Chiesa universale e l'amore al Redentore, che egli esemplarmente servì.
    In tal modo l'intero popolo cristiano non solo ricorrerà con maggior fervore a san Giuseppe e invocherà fiduciosamente il suo patrocinio, ma terrà sempre dinanzi agli occhi il suo umile, maturo modo di servire e di «partecipare» all'economia della salvezza.
     
     
      
    «Giuseppe figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Ella partorirà un figlio, e tu lo chiamerai Gesù; egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati» (Mt 1,20-21).
     
    IL SERVIZIO DELLA PATERNITA'
     
    Come si deduce dai testi evangelici, il matrimonio con Maria è il fondamento giuridico della paternità di Giuseppe. E' per assicurare la protezione paterna a Gesù che Dio sceglie Giuseppe come sposo di Maria. Ne segue che la paternità di Giuseppe - una relazione che lo colloca il più vicino possibile a Cristo, termine di ogni elezione e predestinazione (cfr. Rm 8,28s) - passa attraverso il matrimonio con Maria, cioè attraverso la famiglia.
    Gli evangelisti, pur affermando chiaramente che Gesù è stato concepito per opera dello Spirito Santo e che in quel matrimonio è stata conservata la verginità (cfr. Mt 1,18-24; Lc 1,26-34), chiamano Giuseppe sposo di Maria e Maria sposa di Giuseppe (cfr. Mt 1,16.18-20.24; Lc 1,27; 2,5).
    Ed anche per la Chiesa, se è importante professare il concepimento verginale di Gesù, non è meno importante difendere il matrimonio di Maria con Giuseppe, perché giuridicamente è da esso che dipende la paternità di Giuseppe. Di qui si comprende perché le generazioni sono state elencate secondo la genealogia di Giuseppe. «Perché - si chiede santo Agostino - non lo dovevano essere attraverso Giuseppe? Non era forse Giuseppe il marito di Maria? (...) La Scrittura afferma, per mezzo dell'autorità angelica, che egli era il marito. Non temere, dice, di prendere con te Maria come tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Gli viene ordinato di imporre il nome al bambino, benché non nato dal suo seme. Ella, dice, partorirà un figlio, e tu lo chiamerai Gesù. La Scrittura sa che Gesù non è nato dal seme di Giuseppe, poiché a lui preoccupato circa l'origine della gravidanza di lei è detto: viene dallo Spirito Santo. E tuttavia non gli viene tolta l'autorità paterna, dal momento che gli è ordinato di imporre il nome al bambino. Infine, anche la stessa Vergine Maria, ben consapevole di non aver concepito Cristo dall'unione coniugale con lui, lo chiama tuttavia padre di Cristo» («Sermo 51», 10, 16: PL 38, 342).
     
     
    Il Figlio di Maria è anche figlio di Giuseppe in forza del vincolo matrimoniale che li unisce: «A motivo di quel matrimonio fedele meritarono entrambi di essere chiamati genitori di Cristo, non solo quella madre, ma anche quel suo padre, allo stesso modo che era coniuge di sua madre, entrambi per mezzo della mente, non della carne. In tale matrimonio non mancò nessuno dei requisiti che lo costituiscono: «In quei genitori di Cristo si sono realizzati tutti i beni delle nozze: la prole, la fedeltà, il sacramento. Conosciamo la prole, che è lo stesso Signore Gesù; la fedeltà, perché non c'è nessun adulterio; il sacramento, perché non c'è nessun divorzio».
     
     
    IL LAVORO ESPRESSIONE DELL'AMORE
     
    Espressione quotidiana di questo amore nella vita della Famiglia di Nazareth è il lavoro. Il testo evangelico precisa il tipo di lavoro, mediante il quale Giuseppe cercava di assicurare il mantenimento alla Famiglia: quello di carpentiere. Questa semplice parola copre l'intero arco della vita di Giuseppe. Per Gesù sono questi gli anni della vita nascosta, di cui parla l'Evangelista dopo l'episodio avvenuto al tempio: «Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso» (Lc 2,51) Questa «sottomissione», cioè l'obbedienza di Gesù nella casa di Nazaret, viene intesa anche come partecipazione al lavoro di Giuseppe. Colui che era detto il «figlio del carpentiere» aveva imparato il lavoro dal suo «padre» putativo. Se la Famiglia di Nazaret nell'ordine della salvezza e della santità è l'esempio e il modello per le famiglie umane, lo è analogamente anche il lavoro di Gesù a fianco di Giuseppe carpentiere. Nella nostra epoca la Chiesa ha messo questo in rilievo pure con la memoria liturgica di san Giuseppe artigiano, fissata al primo maggio. Il lavoro umano e, in particolare, il lavoro manuale trovano nel Vangelo un accento speciale. Insieme all'umanità del Figlio di Dio esso è stato accolto nel mistero dell'Incarnazione, come anche è stato in particolare modo redento. Grazie al banco di lavoro presso il quale esercitava il suo mestiere insieme con Gesù, Giuseppe avvicinò il lavoro umano al mistero della Redenzione.
    Nella crescita umana di Gesù «in sapienza, in età e in grazia» ebbe una parte notevole la virtù della laboriosità, essendo «il lavoro un bene dell'uomo» che «trasforma la natura» e rende l'uomo «in un certo senso più uomo» («Laborem Exersens», 9).
    L'importanza del lavoro nella vita dell'uomo richiede che se ne conoscano ed assimilino i contenuti «per aiutare tutti gli uomini ad avvicinarsi per il suo tramite a Dio, creatore e redentore, a partecipare ai suoi piani salvifici nei riguardi dell'uomo e del mondo e per approfondire nella loro vita l'amicizia con Cristo, assumendo mediante la fede viva una partecipazione alla sua triplice missione: di sacerdote, di profeta e di re»…
    Si tratta, in definitiva, della santificazione della vita quotidiana, che ciascuno deve acquisire secondo il proprio stato e che può esser promossa secondo un modello accessibile a tutti: «San Giuseppe è il modello degli umili che il cristianesimo solleva a grandi destini; San Giuseppe è la prova che per essere buoni ed autentici seguaci di Cristo non occorrono "grandi cose", ma si richiedono solo virtù comuni, umane, semplici, ma vere ed autentiche» («Insegnamenti di Paolo VI», VII [1969] 1268).
    GIOVANNI PAOLO II

     
    Novena a San Giuseppe lavoratore
    la Novena si può compiere sempre e al momento del bisogno
     
     
     
    Chiediamo con tutto il cuore l'intercessione di San Giuseppe per:
    per avere un lavoro
    per tutti i disoccupati
    per tutti coloro che hanno subito ingiustizie e calunnie sul posto di lavoro
    per tutti coloro che soffrono sul posto di lavoro.
     
    Nel nome dei Padre e dei Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
     
    1. O S. Giuseppe, mio protettore ed avvocato, a te ricorro, affinché m'implori la grazia, per la quale mi vedi gemere e supplicare davanti a te. E' vero che i presenti dispiaceri e le amarezze che sono forse il giusto castigo dei miei peccati. Riconoscendomi colpevole, dovrò per questo perdere la speranza di essere aiutato dal Signore? "Ah! No!" - mi risponde la tua grande devota Santa Teresa – "No certo, o poveri peccatori. Rivolgetevi in qualunque bisogno, per grave che sia, alla efficace intercessione dei Patriarca S. Giuseppe; andate con vera fede da Lui e resterete certamente esauditi nelle vostre domande". Con tanta fiducia, mi presento, quindi, davanti a Te e imploro misericordia e pietà. Deh!, per quanto puoi, o San Giuseppe prestami soccorso nelle mie tribolazioni. Supplisci alla mia mancanza e, potente come sei, fa che, ottenuta per la tua pia intercessione la grazia che imploro, possa ritornare al tuo altare per renderti l'omaggio della mia riconoscenza.
    Padre Nostro – Ave Maria – Gloria.
     
    2. Non dimenticare, o misericordioso S. Giuseppe, che nessuna persona al mondo, per grande peccatrice che, fosse, è ricorsa a te, rimanendo delusa nella fede e nella speranza in te riposte. Quante grazie e favori hai ottenuto agli afflitti! Ammalati, oppressi, calunniati, traditi, abbandonati, ricorrendo alla tua protezione sono stati esauditi. Deh! non permettere, o gran Santo che io abbia ad essere il solo, fra tanti, a rimanere privo dei tuo conforto. Mostrati buono e generoso anche verso di me, ed io, ringraziandoti, esalterò in te la bontà e la misericordia dei Signore.
    Padre Nostro – Ave Maria – Gloria.
     
    3. O eccelso Capo della Sacra Famiglia, io ti venero profondamente e di cuore t'invoco. Agli afflitti, che ti hanno pregato prima di me, hai concesso conforto e pace, grazie e favori. Degnati quindi di consolare anche l'animo mio addolorato, che non trova riposo in mezzo alle ingiustizie da cui è oppresso. Tu, o sapientissimo Santo, vedi in Dio tutti i miei bisogni prima ancora che io te li esponga con la mia preghiera. Tu dunque sai benissimo quanto mi è necessaria la grazia che ti domando. Nessun cuore umano mi può consolare; da te spero d'essere confortato, date, o glorioso Santo. Se mi concedi la grazia che con tanta insistenza io domando, prometto di diffondere la devozione verso di te, di aiutare e sostenere le opere che, nel tuo Nome, sorgono a sollievo di tanti infelici e dei poveri morenti. O. S. Giuseppe, consolatore degli afflitti, abbi pietà dei mio dolore!
    Padre Nostro – Ave Maria – Gloria. - (Ripetere la novena per i restanti giorni.)
     
    SAN GIUSEPPE LAVORATORE
     
    Nel Vangelo Gesù è chiamato ´il figlio del carpentiere´. In modo eminente in questa memoria di san Giuseppe si riconosce la dignità del lavoro umano, come dovere e perfezionamento dell´uomo, esercizio benefico del suo dominio sul creato, servizio della comunità, prolungamento dell´opera del Creatore, contributo al piano della salvezza(cfr Conc. Vat. II, ´Gaudium et spes", 34). Pio XII (1955) istituì questa memoria liturgica nel contesto della festa dei lavoratori, universalmente celebrata il 1° maggio. Pio XII (1955) istituì questa memoria liturgica nel contesto della festa dei lavoratori, universalmente celebrata il 1° maggio. (Mess. Rom )
     
     
    Preghiera a San Giuseppe Artigiano
    (Composta da Pio XII)
     
    O glorioso Patriarca San Giuseppe, umile e giusto artigiano di Nazareth, che hai dato a tutti i cristiani, ma specialmente a noi, l'esempio di una vita perfetta nel lavoro assiduo e nell'ammirabile unione con Maria e con Gesù, assistici nella nostra fatica quotidiana, affinché anche noi, artigiani cattolici, possiamo incontrare in essa il mezzo efficace di glorificare il Signore, di santificarci e di essere utili alla società in cui viviamo, ideale supremo di tutte le nostre azioni.
    Ottienici dal Signore, o nostro protettore amatissimo, l'umiltà e la semplicità di cuore; l'amore al lavoro e a coloro che sono in esso nostri compagni; la conformità ai disegni divini nei travagli inevitabili di questa vita e la gioia per sopportarli; la coscienza delle nostre responsabilità; lo spirito di disciplina e di preghiera; la docilità e il rispetto verso i superiori; la fraternità verso i nostri pari; la carità ed l'indulgenza con i dipendenti. Accompagnaci nei momenti prosperi, quando tutto ci invita a gustare onestamente i frutti delle nostre fatiche; ma sostienici nelle ore tristi, quando sembra che il cielo si chiuda sopra di noi e che perfino gli strumenti del lavoro si ribellino nelle nostre mani.
    Fa' che, a tua imitazione, teniamo fissi gli occhi nella nostra Madre Maria, tua sposa dolcissima, che in un cantuccio della tua modesta bottega filava silenziosa, abbozzando sulle sue labbra il più soave sorriso, e che non allontaniamo mai lo sguardo da Gesù, che si affannava con Te sul tuo banco di carpentiere, affinché possiamo condurre sulla terra una vita pacifica e santa, preludio di quella eternamente felice che speriamo in cielo per tutti i secoli dei secoli. Amen.
    (3 anni di indulgenza, Pio XII, 11 marzo 1958)
     
     
     
     
    LE NOVITA' EDITORIALI
     
     
    I SANTI GIOVANI
    di P. Livio (edizioni Sugarco)
     
    Nell’inevitabile differenza di tempi e contesti, culturali e geografici, i santi giovani mostrano che seguire Cristo lascia una scia di luce che irradia a distanza di secoli. Hanno vissuto pochi anni secondo il mondo, ma sono vivi e attivi più che mai nell’eternità, come fari che illuminano la strada a ogni giovane che si confronta con le grandi domande della vita. Attraverso le loro biografie possiamo scoprire una luce che illumina quel vuoto di senso tipico del nostro tempo. È la luce di Cristo, il grande amore che ha reso questi ragazzi delle fiaccole accese nella notte, che ora risplendono in una catena di amicizia che travalica i secoli e li lega a tanti loro coetanei, i quali proprio adesso vivono la fase, spesso difficile, delle grandi decisioni dell’esistenza.
     

     
     
    L'eroismo delle origini. I primi tre anni a Medjugorje
    di P. Livio con Diego Manetti (edizioni PIEMME)
     
    Dopo oltre 36 anni, la Regina della Pace continua ad apparire a Medjugorje.
    E, per guardare al seme, occorre andare alle origini, individuando un periodo iniziale che possa essere oggetto di indagine approfondita. Se tale inchiesta condurrà a un esito positivo, vorrà dire che, oltre ai buoni frutti, anche il seme da cui quest'albero è sorto è in sé buono, e ciò permetterà, forse, di potersi ragionevolmente esprimere in maniera positiva sulla credibilità delle apparizioni di Medjugorje nel loro complesso.
     
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