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Radio Maria

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  1. Newsletter di P. Livio - 11 Dicembre 2018

    Cari amici,

    il Natalesi avvicina e una luce sempre più intensa illumina il nostro cammino. 
    I cuori trepidano di gioia, perché il Salvatore del mondo non si stanca di venire in mezzo a noi. 
    L’Onnipotente 
    si manifesta per la prima volta ai nostri occhi con il volto sorridente di bambino, che tende le manine per un abbraccio.
    Accanto a Lui 
    Maria e Giuseppe pregano e adorano, avvolgendolo con la tenerezza dell’amore familiare. 
    In cielo gli Angeli cantano l’inno della gioia

    e augurano agli uomini di buona volontà la pace. 
    Pace nei cuori, pace nelle famiglie e pace nel mondo intero. 

    Disponiamoci a ricevere il dono della pace, innanzi tutto riappacificandoci con Dio, che attende il nostro ritorno a Lui, aprendogli il cuore e purificandolo dal male, perché il Bambino Gesù vi trovi la dimora, che si è preparato fin dall’eternità. 

    Facciamo pace anche con i nostri fratelli,quelli che abbiamo accanto nel focolare domestico, quelli che incontriamo sulle strade della vita, quelli che hanno bisogno di uno sguardo amico, quelli che abbiamo dimenticato o rimosso. 
    Riconciliamoci anche con noi stessi, accettandoci nei nostri limiti e nelle nostre miserie, perché Dio non cessa mai di amarci e attende che, nell’umiltà del cuore, ci affidiamo a Lui. 

    Cari amici della grande famiglia di Radio Maria, non dimentichiamo questo grande dono che la Madonna ci ha fatto con Radio Maria. Grazie ad essa l’annuncio natalizio degli angeli si diffonde nel mondo, raggiungendo i luoghi più lontani e inaccessibili e ovunque gli uomini soffrono e sperano.

    Con la vostra generosità la Mare di Dio ha consolato una moltitudine di cuori e salvato innumerevoli anime. Col vostro dono natalizio a Radio Maria la Madonna può continuare a realizzare i suoi piani di salvezza per questo mondo che non può vivere e sperare senza la luce di Betlemme. 
    Che la gioia del Natale illumini i vostri cuori.

    Vostro Padre Livio 

     

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  2. NEWSLETTER DI P. LIVIO - 6 DICEMBRE

    Maria madre che compatisce

    Editoriale di P. Livio in homepage www.radiomaria.it

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    Cari amici,
    La grandezza incommensurabile di Maria non le impedisce di posare i suoi occhi misericordiosi sulla nostra miseria. La Madonna non ci guarda dall’alto al basso, come se la sua esenzione dal peccato originale la ponesse su un altro pianeta. Le, dopo che è stata preservata dal naufragio universale, protende le sue mani verso coloro che si dibattono fra i gorghi del male e non si dà pace finché non li abbia portati alla salvezza.
    Quale madre non ha un riguardo speciale per il figlio malato? Se da una parte gioisce per quelli che crescono sani e robusti, dall’altra si preoccupa e si prodiga per quelli più deboli e infermi. Per essi moltiplica le cure e li circonda di ogni attenzione. 
    Il peccato è la più insidiosa delle malattie.. La Madonna lo vede nella sua orribile realtà, che sfugge ai nostri occhi accecati. Gli uomini, che si preoccupano per una indisposizione, non si curano affatto degli effetti deleteri del male che commettono.
    La Madre celeste versa lacrime di sangue per ogni suo figlio che si perde nel peccato. Consapevole degli effetti mortali della malattia, si china su ogni suo figlio sofferente e fa il possibile e l’impossibile perché guarisca. La Madonna non ci giudica e non ci condanna. Il suo compito è quello di guarire. Non ci nasconde affatto la malattia, ma lo fa indicandoci il rimedio. Nessun peccato è così grave da allontanarla dalla nostra vita e nessuno è così ripugnante da farle voltare le spalle.
    L’Ancella del Signore ci cura con infinita pazienza. Sa che gli uomini, come i bambini piccoli, sono esposti a tutte le malattie e, non appena sono usciti da una, ricadono subito in un’altra. Lei sa che anche l’anima, come il corpo, ha bisogno di tempo per guarire. La Madre si china con amore su ogni capezzale e spia ogni più piccolo miglioramento. Non chiede mai all’ammalato più di quanto questi non possa dare. Non ci fa correre se non abbiamo ancora imparato a camminare. Le basta un briciolo di buona volontà, che la sua sollecitudine prontamente fortifica e valorizza. Con pazienza ci prende per mano e ci accompagna lungo i sentieri faticosi della vita. Se cadiamo ci rialza e si siamo stanchi ci prende in braccio. Pur non essendo mai stata malata, conosce tutte le nostre malattie. Al suo Cuore, che è una fortezza inespugnabile, sono presenti tutte le nostre debolezze. I peccati la fanno soffrire, ma non le fanno ribrezzo. Versa su ogni ferita il balsamo della sua misericordia, finché non si sia completamente guarita.

    Vostro Padre Livio

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    🌹Messaggio della Regina della Pace - 2 dicembre🌹

    "Cari figli
    quando venite a me come Madre con cuore puro e aperto, sappiate che vi ascolto, vi incoraggio, vi consolo e soprattutto intercedo per voi presso mio Figlio.
    So che volete avere una fede forte ed esprimerla nel modo giusto. Quello che mio Figlio vi chiede è una fede sincera, forte e profonda. Allora ogni modo in cui la esprimete è valido.La fede è un meraviglioso mistero che si custodisce nel cuore. Essa sta tra il Padre Celeste e tutti i suoi figli. La si riconosce dai frutti e dall’amore che si ha verso tutte le creature di Dio. Apostoli del mio amore, figli miei, abbiate fiducia in mio Figlio! Aiutate a far sì che tutti i miei figli conoscano il suo amore.
    Voi siete la mia speranza, voi che cercate di amare sinceramente mio Figlio. In nome dell’amore, per la vostra salvezza, secondo la volontà del Padre Celeste e per mezzo di mio Figlio, sono qui in mezzo a voi.
    Apostoli del mio amore, con la preghiera ed il sacrificio i vostri cuori siano illuminati dall’amore e dalla luce di mio Figlio.
    Quella luce e quell’amore illumini tutti coloro che incontrate e li riporti a mio Figlio!
    Io sono con voi. In modo particolare sono con i vostri pastori: col mio amore materno li illumino e li incoraggio, affinché, con le mani benedette da mio Figlio, benedicano il mondo intero.

    Vi ringrazio!

    🙏🙏Commento al Messaggio di P. Livio🙏🙏

    Il messaggio del 2 dicembre (come ogni messaggio del 2 del mese) è molto più ampio, molto più lungo e al cuore c’è sempre la fede in Gesù Cristo, figlio di Dio, redentore del mondo. Vengono rivolti in modo particolare ai non credenti (ed anche ai credenti). 
    La Madonna che ha come scopo evangelizzare Suo figlio, di portarci a Suo figlio, di credere in Suo figlio donandoci la Sua fede, il Suo sguardo di luce in ogni messaggio del due del mese, mette al centro del messaggio la nostra fede in Gesù Cristo. Questo è il cuore stesso del messaggio.

    Come vedete cari amici è un messaggio meraviglioso. La Madonna, come spesso fa all’inizio ed anche al cuore del messaggio, tiene a precisare la sua posizione che è quella di Madre e l'esprime in tanti modi chiamandoci “cari figli”, e poi attraverso il suo atteggiamento di incoraggiamento, di consolazione, e d’intercessione. 
    In questo messaggio la Madonna lo fa due volte all’inizio quando dice :”Cari figli, quando venite a me come Madre con cuore puro e aperto, sappiate che vi ascolto, vi incoraggio, vi consolo e soprattutto intercedo per voi presso mio figlio”. Questa è la posizione della Madonna che poi esprime profondamente più avanti nel messaggio, quando la Madonna dice: ”In nome dell’amore per la vostra salvezza, secondo la volontà del Padre Celeste e per mezzo di mio figlio, sono qui in mezzo a voi”. La Madonna dice di essere inviata dalla Santissima Trinità, quando dice "in nome dell’amore" perché anche il suo cuore materno che da trabocca d’amore di Madre è l’amore di Dio di cui il suo cuore è ricolmo.
    Con le parole "in nome dell’amore secondo la volontà del padre celeste e per mezzo di mio figlio", la Madonna da una dimensione trinitaria alla Sua presenza in mezzo a noi, Lei è qui in mezzo a noi per la nostra salvezza, è inviata per la nostra salvezza, la salvezza eterna perché vuole portarci – come ha detto più di una volta - tutti in paradiso, vuole che tutte le anime si salvino, e giungano in paradiso. Questa è la sua missione materna che continua fino alla fine dei tempi. Questo è il suo compito in mezzo a noi, quello di portarci a Suo Figlio. La Madonna, come abbiamo già visto nei messaggi precedenti, in questi ultimi tempi ha focalizzato il suo messaggio sulla fede perché sa che oggi, in modo particolare, la fede è alla prova, molti perdono la fede, molti perdono la fede in colui che è il cuore stesso della fede, Gesù Cristo. E' diventato un fenomeno di massa ritenere che tutte le religioni sono uguali, che Gesù Cristo è un profeta, che Gesù Cristo è un maestro di spiritualità. E' faticoso ormai - per coloro che hanno lasciato la preghiera, hanno lasciato la frequenza ai sacramenti - tener fermo quello che è il centro della fede, cioè Dio Santissima Trinità, l’incarnazione del Figlio, la Sua morte in croce in espiazione dei nostri peccati, la Sua gloriosa resurrezione. In altre parole si fa fatica a credere che Gesù Cristo sia Dio. La madonna è qui (lo ha detto fin dall'inizio) per risvegliare la fede ed è qui perché la fiamma della fede si accenda nei cuori, in particolare in questo tempo di preparazione al Natale, per capire che quel bambino che ha generato, che la Madonna ci ha donato è il Figlio di Dio, il salvatore del mondo. Lei stessa lo ha donato insieme a Giuseppe, insieme ai pastori e insieme ai magi che "prostratisi lo adorarono" dice il vangelo. Anche voi dovete avere questa fede. La Madonna dice: ”So che volete avere una fede forte ed esprimerla nel modo giusto”. Coglie il nostro desiderio di conservare la fede di avere la fede e ci dice che questa fede deve essere sincera, forte e profonda.

    Sincera
    Deve essere una fede che non mette i se, non mette i ma, non mette i dubbi, è una fede che si esprime in un affidamento totale, in una fiducia totale nella parola di Dio, non fa calcoli, è pronta alla testimonianza anche se è controcorrente.

    Forte
    Che resiste, una fede che resiste al vento del mondo, che è il vento dell’incredulità, il vento della secolarizzazione, il vento dell'apostasia in atto.

    Profonda
    Questa fede, cari amici, se non è un incontro con il signore, se non è un cuore a cuore con Gesù, se non è animata dall’amore, se non siamo innamorati di Gesù, non resistiamo all’inverno che c’è in questo mondo per quanto riguarda la fede in Gesù Cristo, una vera e propria tenebra che ci sta avvolgendo.

    Poi, dice la Madonna, una volta che voi avete una fede sincera, forte e profonda, una volta che voi avere incontrato Cristo, avete aperto il cuore a Lui, alla sua parola, lo seguite, lo amate, cercate ogni giorno di fare la sua volontà, diventa la persona più cara, (come quando siamo innamorati di una persona...essere innamorati di Dio è fondamentale perché se no si perde la fede), una volta che avete raggiunto nella preghiera e anche nel coraggio di donarvi, quest’unione con Gesù Cristo, quest’amicizia con Gesù Cristo, ecco che il modo in cui esprimete la fede è valido. 
    Può essere anche come quella bambina che avendo le maestre tolto il nome di Gesù da un canto per non offendere gli altri bambini di altre religioni, ha raccolto le firme tra tutti i suoi compagni perché venisse rimesso il nome di Gesù.. Ognuno a modo proprio, ognuno nel proprio campo, ognuno nel proprio ambito, ognuno con le proprie possibilità.. Una volta che c’è una fede profonda, tutti i modi per esprimerla sono validi, perché sono sinceri, sono espressione di qualcosa di cui si è convinti, cioè convince chi è convinto cari amici!
    La Madonna dice appunto che la fede non è una pratica esteriore, non è qualcosa di sociologico, è un meraviglioso mistero che si custodisce nel cuore. 
    Che bella questa espressione! E' un tu per tu con Dio, è un tu per tu con Gesù, che alimenti nel cuore con la preghiera, con cui resti in comunione giorno e notte, è come se tu fossi un tabernacolo che custodisce la presenza di Gesù nel cuore. Questa fede fa si che tu sia in rapporto con Dio, perché per mezzo del figlio siamo in rapporto con il Padre Celeste, e fa si che il Padre Celeste sia in rapporto con te. La fede è la via che ci porta ad incontrare Dio ed è la via attraverso la quale Dio incontra noi. 
    Questa è la grande grazia della fede, illumina la via che ci porta a Dio, illumina la via attraverso la quale Dio viene fino a noi. L’autenticità di questa fede la si riconosce dai frutti, dai frutti che dà di vita nuova, perché chi ha fede ha pensieri di fede, ha pensieri di luce, ha parole di luce, ha parole di amore, ha parole di verità, ha azioni conseguenti, comportamenti conseguenti e quindi la fede diventa una luce che illumina la vita quotidiana e alimenta l’amore verso i fratelli e tutte le creature di Dio.

    La fede fa si che siamo persone luminose, fa si che siamo persone nuove, che siamo nuove creature, fa si che in noi si rifletta l'immagine viva di Gesù. Essa sta fra i padri celesti e tutti i suoi figli, la si riconosce dai frutti e dall’amore che si ha verso tutte le creature di Dio. Ecco quindi anche le creature di Dio che sono nella tenebra, nel male, nella morte, sono fratelli ai quali noi dobbiamo portare Gesù come dirà la Madonna un po’ più avanti.

    Poi la Madonna ci esorta - chiamandoci apostoli del suo amore - ad avere fiducia in lui. C’è un aspetto della fede che è quello dell’abbandono, è quello della fiducia, noi sappiamo attraverso la fede che Dio mantiene le sue promesse, che Dio è vicino a noi, che Dio ci protegge, che Dio ci aiuta; attraverso la fede noi siamo certi che le porte dell’inferno non prevarranno, che la barca di Pietro non affonderà! Noi sappiamo attraverso la fede, come ha detto la Madonna, che l’amore vincerà, che la chiesa è indistruttibile anche in tempi in cui sembra che il male abbia il sopravvento. "Voi abbiate fiducia in mio Figlio" ci dice la Madonna. Ed anche nel messaggio del 25 novembre ci ha ricordato "non cessate di produrre i frutti di bene, perché i frutti di bene si sentono, si vedono, e vanno lontano". Questo ci dà la speranza e fa si che anche che un piccolo gesto di bene abbia delle ripercussioni straordinarie, quindi mai scoraggiarsi e avere fede in Gesù.
    E poi la Madonna ci invita ad essere Apostoli del suo amore. Cosa dobbiamo fare noi? Molto semplicemente portare Gesù agli altri. Portarlo con la nostra vita, con il nostro modo di essere immagine di Gesù, quindi con i nostri pensieri, con le nostre parole, i nostri atteggiamenti del cuore, le nostre azioni, in modo tale da far si che la luce di Gesù illumini anche gli altri che sono nelle tenebre, che non lo conoscono. Portare Gesù agli altri affinché attraverso di noi conoscano i riflessi di Gesù, la bontà di Gesù, il perdono di Gesù, l’accoglienza di Gesù, che non caccia i peccatori, che non caccia gli increduli, ma li invita sulla barca della chiesa, li invita a una vita nuova. In questa opera di salvezza, di testimonianza, di apostolato la Madonna ha bisogno di noi. Come il diavolo ha bisogno degli uomini per fare il male, così Dio ha bisogno di noi per fare il bene. Ma Dio ha inviato qui la Madonna per tenere a galla la barca della chiesa in questo tempo, per chiamare quelli che affogano su questa barca di salvezza e perciò dice a noi che siamo la sua speranza. Tante volte cantiamo “speranza amor mio Maria” ..la Madonna è il nostro amore la nostra speranza.. Ma la Madonna dice anche di noi la medesima cosa: "voi siete il mio amore, la mia speranza, voi che cercate di amare sinceramente mio figlio".
    Come vedete cari amici è INSTANCABILE, nel rivolgere la nostra mente verso suo figlio, perché abbiamo in lui una fede sincera, profonda e forte, instancabile nel dirci, voi siete la mia speranza, voi che cercate di amare mio figlio.

    Poi la Madonna come già ho detto giustifica la Sua presenza qui in mezzo a noi, la giustifica anche perché molti la mettono in dubbio, molti la combattono, molti la criticano, e sotto sotto dicono "ma cosa viene qui da così tanto tempo... c’è già la chiesa... c’è già il vangelo... ci siamo già noi, che bisogno abbiamo della Madonna".... 
    Come se proprio chi sta a capo della Chiesa, cioè l'ordine sacerdotale non avesse bisogno di una particolare protezione... Ebbene la Madonna ci dice che è qui in nome della Santissima Trinità, in nome dell’amore, secondo la volontà del Padre e per mezzo di Suo figlio. "Sono qui in mezzo a voi per la vostra salvezza, per salvare le vostre anime, per impedire che le vostre anime periscano nell’abisso senza speranza dell’inferno di cui noi non parliamo mai ovviamente o quasi mai, nascondendo le parole di Gesù, perchè di questo si tratta! Nascondiamo le parole di Gesù sull’inferno perché secondo noi (scherziamo?) tutti si salvano anche se non si pentono! 
    Poi la Madonna dice ai suoi figli, agli apostoli del suo amore, invoca (è un'invocazione) dice che quella luce e quell’amore, cioè la luce di suo figlio, e l'amore di suo figlio, "illumina tutti coloro che incontrate e li riporta a mio figlio".
    Certo cari amici non basta la nostra testimonianza, bisogna pregare perché la luce di Dio, e l’amore di Dio illumini le menti e riscaldi i cuori di chi non crede, di chi è nelle tenebre dell'ombra di morte, da chi concepisce la vita come una corsa in un labirinto senza uscita finché non stramazza a terra morto. "Quella luce e quell'amore illumini tutti coloro che incontrate e li riporti a mio Figlio".

    Certo cari amici non basta la nostra testimonianza, bisogna pregare perché la luce di Dio, e l’amore di Dio illumini le menti e riscaldi i cuori di chi non crede, di chi è nelle tenebre dell'ombra di morte, da chi concepisce la vita come una corsa nel labirinto senza uscita finché non stramazza a terra morto. "Quella luce e quell'amore illumini tutti coloro che incontrate e li riporti a mio Figlio". L'attività dell'apostolato incomincia dalla preghiera perché si aprano i cuori alla voce di colui che bussa alla porta. La Madonna ci assicura di essere con noi e rivolge un invito ai pastori (più lungo del solito) e mi pare di capire che voglia dire una cosa importante. "Io sono con voi, in modo particolare sono con i vostri pastori. Con il mio amore materno li illumino e li incoraggio, affinché con le mani benedette da mio Figlio, benedicano il mondo intero. Vi ringrazio". La Madonna sa benissimo che la grazia dei Sacramenti arriva attraverso a noi i pastori, così anche la grazia della parola del Vangelo. I Pastori sono insostituibili nella chiesa. Tant'è vero che la Madonna ha detto "Io, con i vostri pastori, trionferò".. Credo che qui si debba fare una riflessione.. nel senso di un atteggiamento verso i pastori (come la Madonna ha detto più volte) di amore e di preghiera. Cosa ottenete con le critiche? non ottenete la loro conversione.. 
    La potenza che abbiamo in mano è quella della preghiera, del buon esempio e della testimonianza. Pensate che i vostri parroci non abbiamo bisogno del vostro buon esempio? O credete che i vostri parroci non siano commossi nel vedere le persone che pregano per loro? che sono dei credenti? che li aiutano nel catechismo? che sono forti nella fede quando magari loro vacillano? Hanno bisogno di voi! di quelli che credono con una fede forte, sincera, profonda! noi dobbiamo edificare anche i nostri pastori con la nostra testimonianza, il nostro coraggio! E quando dicono cose non conformi alla Dottrina della Chiesa lo si dice!! "Non è vero che l'inferno non c'è, che l'inferno è vuoto! Legga il Catechismo, legga il Vangelo!!" Avere questo coraggio! O a quelli che dicono che tutti le religioni sono uguali... basta che leggano qualsiasi documento della Chiesa per dire che sono completamente fuori strada! 
    I pastori hanno bisogno della nostra preghiera, del nostro amore ed anche della nostra testimonianza. Ma i pastori hanno bisogno della Madonna. Mi permetto di dirlo e lo dico col cuore. Lo dice uno che prega ogni giorno per il Santo Padre, per tutta la Chiesa con grande amore. Lo dico perché lo faccio, perché la Madonna ce lo chiede e perché sento che va fatto.

    I PASTORI HANNO BISOGNO DELLA MADONNA. 
    NON POSSONO FARE A MENO DELLA MADONNA. 
    SENZA LA MADONNA RISCHIANO DI PERDERE LA FEDE. 
    SENZA LA MADONNA RISCHIANO DI MONDANIZZARSI. 
    SENZA LA MADONNA RISCHIANO DI DIVENTARE IMPIEGATI DI UNA ONG E NON I RAPPRESENTANTI DI CRISTO.
    La Madonna è con i nostri pastori ma i pastori devono essere con la Madonna. Devono essere Mariani, come ha detto San Paolo VI in visita alla Madonna di Bonaria: "non può essere cristiano chi non è mariano. Non può essere un pastore della chiesa cattolica chi non è mariano. "Io sono con voi, in modo particolare sono con i vostri pastori". E' chiaro che se i pastori sono mariani la Madonna, col suo amore materno, li illumina, li incoraggia, "affinché con le loro mani benedette da mio Figlio benedicano il mondo intero".
    E qui (ne sono certissimo) c’è un discreto invito della Madonna a tutti i pastori perché siano veramente mariani. Vi dico una mia convinzione – forse sbaglio – ma chi non è mariano, oggi, perde la fede. Questo è il grande rischio.

    Vostro P. Livio

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  3. Newsletter di P. Livio - 27 Novembre 2018

     

    Messaggio della Regina della Pace a Marija

    25 novembre 2018

     

    Cari figli! Questo tempo è tempo di grazia e di preghiera, tempo di attesa e di donazione. Dio si dona a voi perché lo amiate al di sopra di ogni cosa. Perciò, figlioli, aprite i vostri cuori e le vostre famiglie affinché quest'attesa diventi preghiera ed amore e soprattutto donazione. Io sono con voi, figlioli e vi esorto a non rinunciare al bene perché i frutti si vedono, si sentono, arrivano lontano. Perciò il nemico è arrabbiato e usa tutto per allontanarvi dalla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

     

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    Testo del commento di Padre Livio al messaggio del 25 novembre

     

    Cari amici, leggiamo e commentiamo il messaggio della Regina della Pace del 25 Novembre 2018 attraverso la veggente Marija.

    Il messaggio del 25 novembre è chiaramente intonato al tempo di Avvento che comincia la prossima domenica. La Madonna è particolarmente attenta ai tempi liturgici della chiesa in particolare alla Quaresima, alla Pasqua e all’Avvento perché ci preparano ai due misteri principali della fede. L’avvento è il mistero di Dio che si fa uomo nel grembo della Vergine Maria che viene donato al mondo il giorno di Natale e la Pasqua è il compimento della redenzione attraverso la morte di Gesù per i nostri peccati e la sua gloriosa resurrezione.

    Il tempo di Avvento cari amici, è descritto dalla Madonna come tempo di grazia, come tempo di preghiera, tempo di attesa e tempo di donazione. Cerchiamo di capire brevemente queste espressioni.

    Tempo di grazia. L’Avvento non è soltanto un ricordo del Natale, di un evento storico che è accaduto, ma è un tempo in cui la grazia del Natale viene riproposta. 
    E’ come se il dono di Gesù, la grazia del Natale - avvenuta a Betlemme e che ha avuto come protagonisti i pastori, i magi, come tutti coloro che lo hanno accolto - venisse riproposta nel corso della storia in tutto il tempo del Natale affinché quel mistero venga rivissuto personalmente nei nostri cuori. Quello che avvenne a Natale, quando Gesù è stato donato al mondo, deve avvenire oggi per ognuno di noi. Potremmo dire molto semplicemente che il nostro cuore deve essere quella culla dove la Vergine Maria depone il bambino Gesù. 
    Il tempo di Natale è questo tempo di grazia che si rinnova ed è un tempo in cui dobbiamo preparare il momento d’incontro con Gesù attraverso il raccoglimento in noi stessi, attraverso la preghiera che è esperienza di Dio, esperienza del trascendente, esperienza della grazia, esperienza dell’incontro con il Signore. In questo itinerario di preghiera dovremmo anche un po’ guardare nel nostro cuore perché è nella preghiera, cari amici,  che vediamo le cose sbagliate della nostra vita , ed è nella preghiera che riusciamo a capire perché siamo infelici, perché siamo inquieti. Capiremo perché esistono le tracce del male, le cattive tendenze, i cattivi comportamenti, tutto ciò che in qualche modo fa si che la nostra coscienza ci rimproveri e non ci lasci tranquilli. 

    La preghiera è anche tempo di ascolto della nostra coscienza per vedere in che cosa dobbiamo cambiare, per vedere dove dobbiamo operare, incidere perché il nostro cuore possa essere la culla del bambino Gesù.

    Tempo di attesa, cari amici, che è un’attesa ovviamente del giorno di Natale ma anche attesa dell’incontro con Dio che avverrà sicuramente al termine dalla nostra vita perché Dio è venuto in Gesù Cristo, attraverso la Vergine Maria. Dio viene ogni Natale. Dio verrà alla fine dei tempi e per noi la fine dei tempi è il momento in cui lasceremo questo mondo. Al riguardo la Madonna ci ha detto che non c’è felicità più grande che l’abbraccio di mio Figlio. Quindi dobbiamo prepararci anche in questo senso affinché il nostro cuore sia sempre puro e pronto alla venuta del Signore.

    Tempo di donazione che non va inteso nel senso “dell’elemosina”, la parola donazione implica il dono del nostro cuore a Gesù.

    Il più bel regalo di Natale che possiamo fare a Gesù è un cuore natalizio, cioè un cuore pieno di pace, di amore, di perdono ed è il miglior regalo che possiamo fare anche ai nostri famigliari e a tutti quelli che conosciamo; un atteggiamento interiore di bontà, di perdono, di condivisione. 
    La Madonna dice “Dio si dona a voi perché voi lo amiate al di sopra ogni cosa”.  Prima di tutto il primato d’amore di Dio. Dio ci ama e noi contraccambiamo quest’amore donando il cuore, nel medesimo tempo diamo agli altri quell’amore che Dio dona a noi. Perché senza l’amore di Dio noi siamo egoisti, non siamo capaci di amare, amiamo più noi stessi degli altri. Solo aprendoci all’amore di Dio saremo poi capaci di amare rettamente gli altri donando loro l’amore di Dio. 
    Questo avviene attraverso l’apertura del nostro cuore all’amore di Dio ma anche delle famiglie, perché Natale, cari amici, è anche la festa della famiglia, la festa della Sacra Famiglia. Non solo i cuori singoli, ma le famiglie si aprono a Dio e questo itinerario al Natale sia un tempo di preghiera di amore e di donazione.

    Come dicevo allora: 
    *Preghiera aprendo il cuore a Dio, 
    *Amore rispondendo all’amore di Dio, 
    *Donazione dando agli altri l’amore che Dio da a noi.

    C’è poi un passaggio bellissimo sul quale la Madonna non aveva mai così insistito nel passato. Sono parole nuove quando la Madonna  dice “attenzione non scoraggiatevi nel fare il bene, perché difronte al male che dilaga molte volte noi ci scoraggiamo e diciamo cosa posso fare io, cosa vuole che sia il mio poco bene che faccio rispetto al male che inonda il mondo”, e ci scoraggiamo. 
    La Madonna già nel messaggio di Miriana, due mesi fa, ci aveva detto “anche il più piccolo gesto di bene che voi fate contribuisce a fermare l’onda del male nel mondo” e dice “non scoraggiatevi, non rinunciate a fare del bene, perché il bene è come un seme che si pianta poi diventa un grande albero”.

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    Non scoraggiamoci di fare il bene, come dice la Madonna “voi dovete essere come quella luce accesa, come la fiammella che impedisce a satana di rinchiudere l’umanità in una coltre di oscurità totale. In un’oscurità totale, se accesa una piccola candela, voi potete fare le scale senza precipitare. Diversamente, se non ci fosse quella piccola candela , non riuscireste a stare in piedi. 
    Così la Madonna dice “attenzione! non rinunciate a fare il bene. Ogni vostro pensiero, ogni vostro sentimento, ogni vostra azione, ogni vostra testimonianza si vede. 
    Dall’alto la vedono, si sentono i buoni effetti, si percepiscono, arrivano lontano. Voi pensate: quando in una famiglia  c’è una persona buona, come la  bontà contagia tutti gli altri. Se in una famiglia c’è una persona che perdona, questo perdono contagia tutti gli altri.  
    “Bonum est diffusivum sui” dice un’affermazione teologica del medioevo -  “il bene diffonde sé stesso” -  è come il sole che illumina e che riscalda. Così noi, cari amici, facendo il bene produciamo frutti che si vedono, si sentono e arrivano lontano. Quando facciamo questo, cari amici, il diavolo è arrabbiato. Ma quando il diavolo è arrabbiato (e magari ci fa i dispetti, perché fa anche molti dispetti attraverso gli altri, attraverso le situazioni,e manifesta tutta la sua rabbia nei nostri confronti perché preghiamo , perché testimoniamo, perché siamo fedeli), noi dobbiamo essere contenti, vuol dire che siamo sulla buona strada.  Invece quando il diavolo ti lascia stare, non ti tocca è perché ormai ti ha al guinzaglio, (come il gatto che ormai ha sistemato i topi e quindi va a caccia di altri)… così fa il diavolo, quando ti ha sistemato, ti ha iniettato il suo veleno, per cui ormai sei paralizzato, va alla caccia di altri, di quelli che pregano, che testimoniano , che fanno il bene. Quindi quando tu vedi che il diavolo è arrabbiato devi fregarti la mani di gioia perché vuol dire che sei sulla buona strada. Perciò il nemico è arrabbiato e usa tutto per allontanarti dalla preghiera.

    La Madonna sempre gentilmente ci ringrazia “per aver risposto alla chiamata” però domandiamoci se abbiamo risposto alla chiamata e se meritiamo quest’affermazione della Madonna che in qualche modo ci promuove.  Sappiamo che lei dice  “molti mi hanno accolto ma un numero enorme neanche mi prende in considerazione”. Guai a noi se dovessimo essere computati  in questo numero enorme che dopo 37 anni e più, in cui la Regina della Pace è stata presente, noi non abbiamo approfittato. 


     Novità editoriali

     

     

    LE SORGENTI DELLA FEDE 

    di P. Livio - Ed. Sugarco

     

     Al tema della fede, Padre Livio ha dedicato una serie di catechesi radiofoniche settimanali rivolte ai giovani, raccolte in questo libro. Non ha enumerato e spiegato le singole verità che la Chiesa ci consegna nel Credo, ma ciò che viene prima: come e perché nasce la fede, come e perché la fede scompare o addirittura non nasce. Ecco perciò il titolo del libro: Le sorgenti della fede.

    Con un linguaggio chiaro e appassionato, Padre Livio parla ai ragazzi, manifestando la sollecitudine educativa che caratterizza tutto il suo ministero sacerdotale, animato dalla convinzione incrollabile che abbracciare la fede significa avviarsi a vivere una vita che è, già dal primo istante del nostro esistere, vita eterna: cioè vita che corre ininterrottamente verso la pienezza cui Dio ci ha chiamato. Bene si colloca questo libro nel periodo che ha visto i giovani esprimere da protagonisti nel loro Sinodo («I giovani, la fede e il discernimento vocazionale», Roma 3-28 ottobre 2018) la propria identità, i propri problemi e progetti.

     

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  4. Newsletter di P. Livio - 8 novembre 2018

     Messaggio della Regina della Pace del 25 ottobre 2018

      


    "Cari figli! Voi avete la grande grazia di essere chiamati ad una nuova vita attraverso i messaggi che io vi do. Figlioli, questo è tempo di grazia, il tempo e la chiamata alla conversione per voi e per le generazioni future. 

    Perciò vi invito, figlioli, pregate di più e aprite il vostro cuore a mio Figlio Gesù. Io sono con voi, vi amo tutti e vi benedico con la mia benedizione materna. 
    Grazie per aver risposto alla mia chiamata".

    Testo della telefonata di P. Livio con la veggente Marija di Medjugorje
    diretta del 25 ottobre ore 21,30

    P. Livio: Questo messaggio sembra un invito pressante alla conversione.

    Marija: Ultimamente la Madonna continua a chiamarci alla conversione, a pregare di più. In agosto ci ha detto “Pregate di più e parlate di meno”. Mi sembra che la Madonna ci stia chiamando in modo concreto a un cammino di conversione.

    P. Livio:  La conversione è un messaggio principale di Medjugorje, ma per quelli che hanno risposto alla chiamata, la conversione deve essere un impegno quotidiano, un cammino che non termina mai.    

    Marija:  Esattamente. In questi anni la Madonna ci chiama sempre di più a vivere questo cammino con la gioia. Ci chiede di non essere cristiani tristi, ma gioiosi, fieri di essere cristiani e di testimoniarlo con gioia, con fierezza, con amore e con decisione. La Madonna sta preparando un popolo di persone che si convertano in un modo radicale, bello, profondo.

    P. Livio: Mi ha colpito la frase "chiamata alla conversione per voi e per le generazioni future". Cosa può significare questo?

    Marija: Secondo me la Madonna vuole che diventiamo lievito, sale, luce per gli altri...

    P. Livio:  "Generazioni future“  forse vuol dire che dobbiamo trasmettere la fede anche ai più piccoli, cosa che molti genitori hanno tralasciato.

    Marija:  Io ricordo di tanti che, venuti a Medjugorje, coinvolgevano altre persone, lontani; le portavano a Medjugorje per riscoprire la fede e l’amore verso la Madonna. Io credo che la Madonna chieda a noi di essere lievito per le nuove generazioni; prima di tutto con la nostra preghiera, poi con la nostra vita, il nostro esempio...

    P. Livio: E’ bella l’espressione "Voi avete la grazia di essere chiamati ad una nuova vita". La conversione è veramente un cambiamento di vita, cambiamento del modo di pensare e di vivere. E’ una vita nuova in senso soprannaturale, ma anche naturale. Se ci si converte davvero, si cambia il modo di pensare e di vivere.

    Marija: Adesso stiamo andando verso l’inverno, tempo di intimità, verso l’Avvento e il Natale e sento che la Madonna ci sta preparando a questo tempo nuovo. Siamo noi questo tempo nuovo, chiamati all’eternità, perchè il Signore ci ha dato la vita e non moriremo mai; morirà il corpo, ma non la nostra anima...

    P. Livio:  Infatti la prossima settimana ci sarà la festa di tutti i Santi e il ricordo dei fedeli defunti: è l’invito a guardare alla méta della vita, che è l’eternità.

    Marija:  Non solo. Durante questi anni ho visto che la Madonna chiede che diventiamo “uno” tra noi, che siamo poveri peccatori, con i Santi. Ci ha invitato a leggere la vita dei Santi, a imitarli e pregarli. Così i nostri morti... Ci sono tanti Santi nascosti, che non saranno mai sugli altari... La Madonna dice che questa vita nuova comincia da me e da te, da una santa mamma, un santo papà, una santa famiglia. La Madonna chiede una famiglia unita che prega.

    P. Livio: A volte la Madonna ha detto che il primo passo per la conversione è la confessione. Nella nostra tradizione per la festa dei Santi molti si confessano. Ora la santità comincia con la vita di grazia, lasciando il peccato mortale.

    Marija: E’ vero. La Madonna continua a dirci non soltanto di pregare, ma di prepararci alle feste con le novene, i tridui, con la confessione. Lei ha detto che “questo è tempo di grazia”. Se noi vogliamo essere in grazia, dobbiamo prepararci con la confessione. Già dai primi giorni la Madonna ha chiamato la parrocchia, la famiglia... e poi con i messaggi ha invitato il mondo intero attraverso la scuola della preghiera. La Madonna ci chiama in modo concreto sulla via della preghiera, sulla via della conversione, sulla via della santità.

    P. Livio:  La Madonna spesso ci chiede di pregare di più. Si tratta della quantità di preghiere o invece della qualità di preghiera, la preghiera che si fa aprendo il cuore?

    Marija:  La Madonna ci chiede di pregare in particolare per i nostri defunti, di far celebrare le sante messe e partecipare. La mia era una famiglia povera, ma mio papà metteva da parte dei soldi e quando arrivava un missionario li dava per le sante messe per i nostri defunti... Questo è tempo di grazia e anche tempo di preghiera per i nostri defunti.

    P.. Livio: La preghiera per i defunti è un grande atto di carità perchè le anime del purgatorio non possono pregare per loro stesse. La preghiera principale è la S. Messa, vero Marija?

    Marija: Esattamente... Uno che prega, sente il bisogno di pregare di più, di convertirsi, di cambiare la vita, di andare all’adorazione, alla santa Messa, di mettere la Sacra Scrittura in un posto visibile, di fare il digiuno: tutto è legato l’uno con l’altro...

    P. Livio:  Come dicevi tu, la preghiera all’inizio può essere un impegno, ma poi pregando la preghiera diventa gioia.

    Marija:  Sì. Senza la preghiera non sappiamo vivere. La preghiera diventa non di un’ora o di venti ore, ma di ventiquattro ore; cioè la preghiera diventa vita. Uno che prega, benedice e diventa benedizione per gli altri.

    P. Livio: "Senza preghiera non potete vivere", ha detto una volta la Madonna. Cioè se non preghiamo è come se fossimo morti.

    Marija: Sì. Come dice Gesù: “Io sono la vite e voi i tralci”. Noi siamo chiamati ad essere uniti a Cristo. Lui è presente nella nostra vita e con la nostra vita siamo chiamati a testimoniarlo... Una persona che prega è una persona gioiosa.

    P. Livio:  Ci sono tante persone che si convertono?

    Marija:  Tante persone si convertono, ma in Europa purtroppo molto meno. Molto di più in Asia e nei Paesi più poveri. Mi raccontano dei pellegrini che in Cina, in Mongolia, nei Paesi che mai ci saremmo aspettati, nascono gruppi di preghiera legati con Medjugorje, che fanno un lavoro bellissimo e diventano davvero apostoli dell’amore della Madonna e dell’amore di Gesù.

    Marija e Padre Livio hanno quindi pregato il “Magnificat” ed il Gloria
    Padre Livio ha concluso con la benedizione.


    Messaggio della Regina della Pace
    a Mirjana, 2 novembre 2018


    "Cari figli, il mio Cuore materno soffre mentre guardo i miei figli che non amano la verità, che la nascondono; mentre guardo i miei figli che non pregano con i sentimenti e le opere. 

    Sono addolorata mentre dico a mio Figlio che molti miei figli non hanno più fede, che non conoscono Lui, mio Figlio.Perciò invito voi, apostoli del mio amore: voi cercate di guardare fino in fondo nei cuori degli uomini e là sicuramente troverete un piccolo tesoro nascosto.

    Guardare in questo modo è misericordia del Padre Celeste.

    Cercare il bene perfino là dove c’è il male più grande, cercare di comprendervi gli uni gli altri e di non giudicare: questo è ciò che mio Figlio vuole da voi.

    Ed io, come Madre, vi invito ad ascoltarLo.

    Figli miei, lo spirito è più potente della carne e, portato dall’amore e dalle opere, supera tutti gli ostacoli.

    Non dimenticate: mio Figlio vi ha amato e vi ama. Il suo amore è con voi ed in voi, quando siete una cosa sola con Lui.

    Egli è la luce del mondo, e nessuno e nulla potrà fermarLo nella gloria finale.

    Perciò, apostoli del mio amore, non dovete temere di testimoniare la verità!

    Testimoniatela con entusiasmo, con le opere, con amore, con il vostro sacrificio, ma soprattutto con umiltà.

    Testimoniate la verità a tutti coloro che non hanno conosciuto mio Figlio.

    Io vi sarò accanto, io vi incoraggerò.

    Testimoniate l’amore che non finisce mai, perché viene dal Padre Celeste che è eterno ed offre l’eternità a tutti i miei figli. Lo Spirito di mio Figlio vi sarà accanto.

    Vi invito di nuovo, figli miei: pregate per i vostri pastori, pregate che l’amore di mio Figlio possa guidarli.

    Vi ringrazio."

    Commento di Padre Livio al messaggio del 2 novembre 

    Il messaggio della Regina della Pace del 2 novembre è molto intenso e persino drammatico, come anche il messaggio del 2 ottobre, dove si era rivolta a noi dicendo: “cari figli, vi invito ad essere coraggiosi e a non desistere” e aveva concluso con “perciò ascoltatemi, abbiate coraggio, non desistete”.

    La Madonna sta illuminando il passaggio storico che stiamo vivendo: la grandeapostasia, l’impostura religiosa, il rinnegamento di suo Figlio. Sa che stiamo passando attraverso una valle oscura, dove la fede è messa alla prova in una situazione che definisce: “il mondo nuovo senza Dio”, e in tanti messaggi ha detto: “state rinunciando a Cristo e rinunciando a Cristo, satana mette se stesso al posto di Dio”.

    In questo messaggio la Madonna afferma: “molti miei figli”(la parola molti ci deve fare meditare), “non hanno più fede”, la nascondono, “non conoscono mio Figlio”.

    Di fronte a questo rinnegamento della fede, che caratterizza l’Occidente una volta cristiano, la Madonna ci esorta ad essere coraggiosi e a testimoniare la verità con entusiasmo, a testimoniarla con le opere, con il sacrificio, a testimoniarla con umiltà e con l’amore che viene dal Cuore di suo Figlio che non finisce mai.

    È dunque un messaggio drammatico, perché descrive il problema di fondo del nostro tempo: la perdita della fede di gran parte della Chiesa che si fa sempre più visibile.

    Il male ormai non ha più vergogna di se stesso, è tracotante, cerca di esondare, perché manca la luce della fede, la fermezza della fede, non c’è più fede in Gesù Cristo e rischiamo di essere travolti. E tuttavia la Madonna ci incoraggia e ci dice “comunque mio Figlio vincerà” e questo avverrà attraverso di noi.

    Passiamo in rassegna le espressioni con cui la Madonna mette al vaglio la fede di ognuno di noi che è chiamata ad una testimonianza eroica.

    La Madonna usa due espressioni che toccano il cuore, prima dice: “Il mio Cuore materno soffre” e poi dice: “sono addolorata”, (la Madonna Addolorata, con una spada che le trafigge il Cuore) perché “guardo i miei figli che non amano la verità”, non prendono più in considerazione Gesù Cristo, il Vangelo, seguono tutti fuorché Gesù Cristo, non amano la verità perché mette in luce la propria vita che non è conforme al Vangelo, non amandola “la nascondono”, questo implica un peccato molto grave. Non è il caso di chi pecca per una debolezza, qui si tratta di qualcosa di più profondo, la verità dà fastidio, perciò la si spegne, la si nasconde.

    Gesù Cristo è la verità, Lui che è la Via, la Verità e la Vita, che è il Figlio di Dio, unico Salvatore del mondo, Dio da Dio, col Padre e lo Spirito Santo.

    Abbiamo detronizzato Gesù Cristo, abbiamo ridotto le sue parole a opinioni come tutte le altre, “il mio Cuore materno soffre mentre guardo i miei figli che non amano la verità, che la nascondono, mentre guardo i miei figli che non pregano con i sentimenti e le opere”, non credono, né amano, né agiscono in conformità a Cristo.

    “Sono addolorata mentre dico a mio Figlio che molti miei figli non hanno più fede, che non conoscono Lui, mio Figlio”, una frase straziante. 
    La Madonna quando dice: “non hanno più fede”, vuole indicare quelli che avevano la fede, ma che adesso l’hanno persa.

    “Perciò invito voi, apostoli del mio amore: voi cercate di guardare fino in fondo nei cuori degli uomini e là sicuramente troverete un piccolo tesoro nascosto”. La Madonna si rivolge a noi perché Dio vince le sue battaglie attraverso gli uomini, noi che siamo gli apostoli del suo amore.

    Finché una persona non è diventata impenitente entrando nella possessione diabolica spirituale, come avvenne per esempio per Giuda quando satana entrò in lui, la Madonna ci invita a guardare agli uomini come a dei fratelli in fondo al cui cuore c’è comunque un piccolo tesoro nascosto, la voce della coscienza che magari è rimasta sepolta, un desiderio di Dio, di felicità, su cui far leva, affinché nessuno si perda.

    “Guardare in questo modo è misericordia del Padre Celeste”.

    Non condanniamo le persone che hanno perso la fede, non giudichiamole, cerchiamo di recuperarle, perché il bene, l’amore e la grazia sono più forti del male e quindi si possono avere miracoli di conversione, e dice:

    “Cercare il bene perfino là dove c’è il male più grande, cercare di comprendervi gli uni gli altri e di non giudicare”, se abbiamo avuto la grazia della fede ringraziamo Dio e aiutiamo quelli che stanno per affogare, che la stanno perdendo. Potremmo avere anche noi domani bisogno dell’aiuto degli altri, ”questo è ciò che mio Figlio vuole da voi. Ed io, come Madre, vi invito ad ascoltarLo”.

    La Madonna nella notte dei tradimenti, dei rinnegamenti, nella fuga degli Apostoli, non li ha condannati, li ha cercati, li ha riportati nel Cenacolo.

    “Figli miei, lo spirito è più potente della carne e, portato dall’amore e dalle opere, supera tutti gli ostacoli”e questo desiderio di portare la luce e la gioia fa sì che tutti gli ostacoli vengano superati.

    Di fronte a un naufragio della fede cerchiamo di portare sulla zattera sulla quale siamo rimasti grazie a Dio, tutti quelli che stanno per affogare.

    Di fronte a questa ondata di incredulità che si è abbattuta sull’occidente, sul fastidio del Cristianesimo, la Madonna ci dice: “Non dimenticate: mio Figlio vi ha amato e vi ama. Il suo amore è con voi ed in voi, quando siete una cosa sola con Lui”, se siamo in grazia di Dio. 
    Gesù, anche se il mondo Lo rinnega, è risorto, è vittorioso, “Egli è la luce del mondo, e nessuno e nulla potrà fermarLo nella gloria finale”. Quando tutto sembrerà perduto, Cristo risorgerà nella gloria.

    Nella prima parte del messaggio vediamo il dolore della Madonna per il rinnegamento di Cristo, l’esortazione a non scoraggiarci, ma aiutare gli altri ad uscire fuori dalla palude nella quale satana li ha affascinati.

    Nella seconda parte si rivolge a noi dicendo: “non abbiate paura, con coraggio testimoniate, non abbiate paura dei rinnegamenti, della menzogna che si diffonde, dalla negazione di Cristo che è sulla bocca anche di chi dovrebbe affermarlo”, dei ministri del Vangelo. La Madonna ci dice: “Perciò, apostoli del mio amore, non dovete temere di testimoniare la verità!” Applichiamo questa frase a noi stessi: se ho paura di testimoniare la verità di Cristo, perdo la grazia, e se ho paura di testimoniare la sua salvezza per calcoli di vario genere, perdo l’anima.

    “Testimoniatela con entusiasmo”non buttarla lì  - per dire “tanto quello che dovevo fare l’ho fatto” -  ma lasciandoci coinvolgere, rischiando, “con le opere, con amore, con il vostro sacrificio, ma soprattutto con umiltà”.

    Non usiamo la verità come un randello per colpire gli altri, ma come un’ancora di salvezza da gettare agli altri, quindi con umiltà, sapendo che, se non abbiamo perso la fede è per grazia, perché senza la grazia la tenebra ci avrebbe travolti.

    Guai a noi se ci imboschiamo per comodo, perché così la vita è più facile!

    Anche quelli che parlano di Gesù, molte volte Lo presentano come non è, non Lo presentano per quello che ha detto. Ad esempio, quando ha parlato dell’inferno, o quando ha detto: “l’uomo non separi ciò Dio ha unito”, “va e non peccare  più”, “chi vuole seguire Me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”…. 
    C’è un modo di eliminare le frasi scomode del Vangelo, un modo per nascondere Gesù Cristo, le sue parole di vita eterna e una grande tentazione è crearsi un “Cristo di comodo”.

    Non cadiamo nella tentazione di una fede “fai da te”…  
    Le parole di Cristo vanno prese sul serio, solo Lui ha parole di vita eterna, prese come risuonano nel Vangelo senza fare potature.

    “Testimoniate la verità a tutti coloro che non hanno conosciuto mio Figlio”.

    È il tempo di testimoniare la verità che riguarda la persona di Gesù, le parole di Gesù, con amore, non con l’amore umano, ma con l’amore che non finisce mai: “Testimoniate l’amore che non finisce mai”, l’amore del Padre Celeste, lo Spirito Santo che è amore e spirito di verità, “perché viene dal Padre Celeste che è eterno ed offre l’eternità a tutti i miei figli”. Questo è l’amore vero! Non il buonismo, il sentimentalismo, con cui si riduce il cristianesimo a una pasticceria.

    “Io vi sarò accanto, io vi incoraggerò”. La Madonna non ci lascia soli.

    “Lo Spirito di mio Figlio vi sarà accanto”. Gesù col suo amore e la Madonna ci prendono per mano e ci incoraggiano.

    “Vi invito di nuovo, figli miei: pregate per i vostri pastori”, i pastori hanno il dovere di tutelare la fede, di predicare la fede, sono loro che per primi devono testimoniare la verità con le opere, con l’amore e il sacrificio, preghiamo per loro: “pregate che l’amore di mio Figlio possa guidarli”. I nostri pastori non hanno bisogno delle nostre critiche, hanno bisogno delle nostre preghiere, del nostro amore e anche della nostra testimonianza, perché anche loro, se vedono dei semplici laici innamorati di Gesù, vengono toccati da questo e si sentono confortati in un mondo dove la falsa luce della menzogna abbaglia.

    “Vi ringrazio”. Annunciamo le parole di vita eterna senza compromessi!


     


      IL PURGATORIO 
      nei messaggi della Madonna a Medjugorje

     

     





     

    “Le anime del Purgatorio aspettano le vostre preghiere e i vostri sacrifici”. 
    (messaggio del 2 novembre 1982)

    “Ricordatevi dei vostri morti, date loro gioia con la celebrazione della Messa”.
    (messaggio del 28 gennaio 1987)

    “La maggior parte degli uomini, quando muore, va in Purgatorio. Un numero pure molto grande va all’Inferno. Soltanto un piccolo numero di anime va direttamente in Paradiso. Vi conviene rinunciare a tutto pur di essere portati direttamente in Paradiso al momento della vostra morte”. 
    (messaggio del 2 novembre 1983)

    “Cari figli, Oggi desidero invitarvi a pregare ogni giorno per le anime del Purgatorio. Ad ogni anima è necessaria la preghiera e la grazia per giungere a Dio e all'amore di Dio. Con questo anche voi, cari figli, ricevete nuovi intercessori che vi aiuteranno nella vita a capire che le cose della terra non sono importanti per voi; che solo il Cielo è la meta a cui dovete tendere. Perciò, cari figli, pregate senza sosta affinché possiate aiutare voi stessi e anche gli altri, ai quali le preghiere porteranno la gioia. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.
    (messaggio del 6 novembre 1986)

    “In Purgatorio ci sono tante anime e tra queste anche persone consacrate a Dio. Pregate per loro almeno sette Pater Ave Gloria e il Credo. Ve lo raccomando! Molte anime sono in Purgatorio da molto tempo perché nessuno prega per loro. Nel Purgatorio ci sono diversi livelli: i più bassi sono vicini all'Inferno mentre quelli elevati si avvicinano gradualmente al Paradiso”.
    (messaggio del 20 luglio 1982)

  5. Newsletter di P. Livio - 27 ottobre 2018

    NEWSLETTER DI P. LIVIO, 27 OTTOBRE

     

    Messaggio della Regina della Pace a Marija
    25 ottobre

    "Cari figli! 
    Voi avete la grande grazia di essere chiamati ad una nuova vita attraverso i messaggi che io vi do. Figlioli, questo è tempo di grazia, il tempo e la chiamata alla conversione per voi e per le generazioni future. Perciò vi invito, figlioli, pregate di più e aprite il vostro cuore a mio Figlio Gesù. Io sono con voi, vi amo tutti e vi benedico con la mia benedizione materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata".




    Cari amici,
    in occasione della canonizzazione di Paolo VI, vi inviamo uno dei documenti più significati del suo Pontificato: La professione della fede cattolica.
    Troviamo un momento per leggerlo attentamente e teniamolo a portata di mano in questi tempi di grandi sbandamenti.
    Vostro Padre Livio



    SOLENNE CONCELEBRAZIONE A CONCLUSIONE DELL'«ANNO DELLA FEDE» NEL CENTENARIO DEL MARTIRIO DEGLI APOSTOLI PIETRO E PAOLO

    OMELIA DI SUA SANTITÀ PAOLO VI*
    Piazza San Pietro - Domenica, 30 giugno 1968

    Venerati Fratelli e diletti Figli.

    Con questa solenne Liturgia Noi concludiamo la celebrazione del XIX centenario del martirio dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, e diamo così all’«Anno della Fede» il suo coronamento: l’avevamo dedicato alla commemorazione dei Santi Apostoli per attestare il nostro incrollabile proposito di fedeltà al Deposito della fede (Cfr. 1 Tim. 6, 20) che essi ci hanno trasmesso, e per rafforzare il nostro desiderio di farne sostanza di vita nella situazione storica, in cui si trova la Chiesa pellegrina nel mondo.
    Noi sentiamo pertanto il dovere di ringraziare pubblicamente tutti coloro che hanno risposto al Nostro invito, conferendo all’ «Anno della Fede» una splendida pienezza, con l’approfondimento della loro personale adesione alla Parola di Dio, con la rinnovazione della professione di fede nelle varie comunità, e con la testimonianza di una vita veramente cristiana. Ai Nostri Fratelli nell’Episcopato, in modo particolare, e a tutti i fedeli della santa Chiesa cattolica, Noi esprimiamo la Nostra riconoscenza e impartiamo la Nostra Benedizione.
    Al tempo stesso, Ci sembra che a Noi incomba il dovere di adempiere il mandato, affidato da Cristo a Pietro, di cui siamo il successore, sebbene l’ultimo per merito, di confermare cioè nella fede i nostri fratelli (Cfr. Luc. 22, 32). Consapevoli, senza dubbio, della Nostra umana debolezza, ma pure con tutta la forza che un tale mandato imprime nel Nostro spirito, Noi Ci accingiamo pertanto a fare una professione di fede, a pronunciare un Credo, che, senza essere una definizione dogmatica propriamente detta, e pur con qualche sviluppo, richiesto dalle condizioni spirituali del nostro tempo, riprende sostanzialmente il Credo di Nicea, il Credo dell’immortale Tradizione della santa Chiesa di Dio.
    Nel far questo, Noi siamo coscienti dell’inquietudine, che agita alcuni ambienti moderni in relazione alla fede. Essi non si sottraggono all’influsso di un mondo in profonda trasformazione, nel quale un così gran numero di certezze sono messe in contestazione o in discussione. Vediamo anche dei cattolici che si lasciano prendere da una specie di passione per i cambiamenti e le novità. Senza dubbio la Chiesa ha costantemente il dovere di proseguire nello sforzo di approfondire e presentare, in modo sempre più confacente alle generazioni che si succedono, gli imperscrutabili misteri di Dio, fecondi per tutti di frutti di salvezza. Ma al tempo stesso, pur nell’adempimento dell’indispensabile dovere di indagine, è necessario avere la massima cura di non intaccare gli insegnamenti della dottrina cristiana. Perché ciò vorrebbe dire - come purtroppo oggi spesso avviene - un generale turbamento e perplessità in molte anime fedeli.
    A tale proposito occorre ricordare che al di là del dato osservabile, scientificamente verificato, l’intelligenza dataci da Dio raggiunge la realtà (ciò che è), e non soltanto l’espressione soggettiva delle strutture e dell’evoluzione della coscienza; e che, d’altra parte, il compito dell’interpretazione - dell’ermeneutica - è di cercare di comprendere e di enucleare, nel rispetto della parola pronunciata, il significato di cui un testo è espressione, e non di ricreare in qualche modo questo stesso significato secondo l’estro di ipotesi arbitrarie.
    Ma, soprattutto, Noi mettiamo la Nostra incrollabile fiducia nello Spirito Santo, anima della Chiesa, e nella fede teologale su cui si fonda la vita del Corpo mistico. Noi sappiamo che le anime attendono la parola del Vicario di Cristo, e Noi veniamo incontro a questa attesa con le istruzioni che normalmente amiamo dare. Ma oggi Ci si offre l’occasione di pronunciare una parola più solenne.

    In questo giorno, scelto per la conclusione dell’«Anno della Fede», in questa Festa dei beati Apostoli Pietro e Paolo, Noi abbiamo voluto offrire al Dio vivente l’omaggio di una professione di fede. E come una volta a Cesarea di Filippo l’Apostolo Pietro prese la parola a nome dei Dodici per confessare veramente, al di là delle umane opinioni, Cristo Figlio di Dio, vivente, così oggi il suo umile Successore, Pastore della Chiesa universale, eleva la sua voce per rendere, in nome di tutto il popolo di Dio, una ferma testimonianza alla Verità divina, affidata alla Chiesa perché essa ne dia l’annunzio a tutte le genti.
    Noi abbiamo voluto che la Nostra professione di fede fosse sufficientemente completa ed esplicita, per rispondere in misura appropriata al bisogno di luce, sentito da così gran numero di anime fedeli come da tutti coloro che nel mondo, a qualunque famiglia spirituale appartengano, sono in cerca della Verità.
    A gloria di Dio Beatissimo e di Nostro Signore Gesù Cristo, fiduciosi nell’aiuto della Beata Vergine Maria e dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, per il bene e l’edificazione della Chiesa, a nome di tutti i Pastori e di tutti i fedeli, Noi ora pronunciamo questa professione di fede, in piena comunione spirituale con tutti voi, Fratelli e Figli carissimi.

    PROFESSIONE DI FEDE
    Noi crediamo in un solo Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, creatore delle cose visibili, come questo mondo ove trascorre la nostra vita fuggevole, delle cose invisibili quali sono i puri spiriti, chiamati altresì angeli (Cfr. Dz.-Sch. 3002), e Creatore in ciascun uomo dell’anima spirituale e immortale.
    Noi crediamo che questo unico Dio è assolutamente uno nella sua essenza infinitamente santa come in tutte le sue perfezioni, nella sua onnipotenza, nella sua scienza infinita, nella sua provvidenza, nella sua volontà e nel suo amore. Egli è Colui che è, come Egli stesso lo ha rivelato a Mosè (Cfr. Ex. 3, 14); ed Egli è Amore, come ce lo insegna l’Apostolo Giovanni (Cfr. 1 Io. 4, 8): cosicché questi due nomi, Essere e Amore, esprimono ineffabilmente la stessa Realtà divina di Colui, che ha voluto darsi a conoscere a noi, e che «abitando in una luce inaccessibile» (Cfr. 1 Tim. 6, 16) è in Se stesso al di sopra di ogni nome, di tutte le cose e di ogni intelligenza creata. Dio solo può darci la conoscenza giusta e piena di Se stesso, rivelandosi come Padre, Figlio e Spirito Santo, alla cui eterna vita noi siamo chiamati per grazia di Lui a partecipare, quaggiù nell’oscurità della fede e, oltre la morte, nella luce perpetua, l’eterna vita. I mutui vincoli, che costituiscono eternamente le tre Persone, le quali sono ciascuna l’unico e identico Essere divino, sono le beata vita intima di Dio tre volte santo, infinitamente al di là di tutto ciò che noi possiamo concepire secondo l’umana misura (Cfr. Dz-Sch. 804). Intanto rendiamo grazie alla Bontà divina per il fatto che moltissimi credenti possono attestare con noi, davanti agli uomini, l’Unità di Dio, pur non conoscendo il mistero della Santissima Trinità.
    Noi dunque crediamo al Padre che genera eternamente il Figlio; al Figlio, Verbo di Dio, che è eternamente generato; allo Spirito Santo, Persona increata che procede dal Padre e dal Figlio come loro eterno Amore. In tal modo, nelle tre Persone divine, coaeternae sibi et coaequales (Dz-Sch. 75), sovrabbondano e si consumano, nella sovreccellenza e nella gloria proprie dell’Essere increato, la vita e la beatitudine di Dio perfettamente uno; e sempre «deve essere venerata l’Unità nella Trinità e la Trinità nell’Unità» (Dz-Sch. 75).
    Noi crediamo in Nostro Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio. Egli è il Verbo eterno, nato dal Padre prima di tutti i secoli, e al Padre consustanziale, homoousios to Patri (Dz-Sch. 150); e per mezzo di Lui tutto è stato fatto. Egli si è incarnato per opera dello Spirito nel seno della Vergine Maria, e si è fatto uomo: eguale pertanto al Padre secondo la divinità, e inferiore al Padre secondo l’umanità (Cfr. Dz.-Sch. 76), ed Egli stesso uno, non per una qualche impossibile confusione delle nature ma per l’unità della persona (Cfr. Ibid.).

    Egli ha dimorato in mezzo a noi, pieno di grazia e di verità. Egli ha annunciato e instaurato il Regno di Dio, e in Sé ci ha fatto conoscere il Padre. Egli ci ha dato il suo Comandamento nuovo, di amarci gli uni gli altri com’Egli ci ha amato. Ci ha insegnato la via delle Beatitudini del Vangelo: povertà in spirito, mitezza, dolore sopportato nella pazienza, sete della giustizia, misericordia, purezza di cuore, volontà di pace, persecuzione sofferta per la giustizia. Egli ha patito sotto Ponzio Pilato, Agnello di Dio che porta sopra di sé i peccati del mondo, ed è morto per noi sulla Croce, salvandoci col suo Sangue Redentore. Egli è stato sepolto e, per suo proprio potere, è risolto nel terzo giorno, elevandoci con la sua Resurrezione alla partecipazione della vita divina, che è la vita della grazia. Egli è salito al Cielo, e verrà nuovamente, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, ciascuno secondo i propri meriti; sicché andranno alla vita eterna coloro che hanno risposto all’Amore e alla Misericordia di Dio, e andranno nel fuoco inestinguibile coloro che fino all’ultimo vi hanno opposto il loro rifiuto. E il suo Regno non avrà fine.
    Noi crediamo nello Spirito Santo, che è Signore e dona la vita; che è adorato e glorificato col Padre e col Figlio. Egli ci ha parlato per mezzo dei profeti, ci è stato inviato da Cristo dopo la sua Resurrezione e la sua Ascensione al Padre; Egli illumina, vivifica, protegge e guida la Chiesa, ne purifica i membri, purché non si sottraggano alla sua grazia. La sua azione, che penetra nell’intimo dell’anima, rende l’uomo capace di rispondere all’invito di Gesù: «Siate perfetti com’è perfetto il Padre vostro celeste» (Matth. 5, 48).
    Noi crediamo che Maria è la Madre, rimasta sempre Vergine, del Verbo Incarnato, nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo (Cfr. Dz.-Sch. 251-252) e che, a motivo di questa singolare elezione, Ella, in considerazione dei meriti di suo Figlio, è stata redenta in modo più eminente (Cfr. Lumen gentium, 53), preservata da ogni macchia del peccato originale (Cfr. Dz.-Sch. 2803) e colmata del dono della grazia più che tutte le altre creature (Cfr. Lumen gentium, 53).
    Associata ai Misteri della Incarnazione e della Redenzione con un vincolo stretto e indissolubile (Cfr. Lumen gentium, 53, 58, 61), la Vergine Santissima, l’Immacolata, al termine della sua vita terrena è stata elevata in corpo e anima alla gloria celeste (Cfr. Dz.-Sch. 3903) e configurata a suo Figlio risorto, anticipando la sorte futura di tutti i giusti; e noi crediamo che la Madre Santissima di Dio, Nuova Eva, Madre della Chiesa (Cfr. Lumen gentium, 53, 56, 61, 63; cfr. Pauli VI, Alloc. in conclusione III Sessionis Concilii Vat. II: A.A.S. 56, 1964, p. 1016; Exhort. Apost. Signum Magnum, Introd.), continua in Cielo il suo ufficio materno riguardo ai membri di Cristo, cooperando alla nascita e allo sviluppo della vita divina nelle anime dei redenti (Cfr. Lumen gentium, 62; Pauli VI, Exhort. Apost. Signum Magnum, p. 1, n. 1).
    Noi crediamo che in Adamo tutti hanno peccato: il che significa che la colpa originale da lui commessa ha fatto cadere la natura umana, comune a tutti gli uomini, in uno stato in cui essa porta le conseguenze di quella colpa, e che non è più lo stato in cui si trovava all’inizio nei nostri progenitori, costituiti nella santità e nella giustizia, e in cui l’uomo non conosceva né il male né la morte. È la natura umana così decaduta, spogliata della grazia che la rivestiva, ferita nelle sue proprie forze naturali e sottomessa al dominio della morte, che viene trasmessa a tutti gli uomini; ed è in tal senso che ciascun uomo nasce nel peccato. Noi dunque professiamo, col Concilio di Trento, che il peccato originale viene trasmesso con la natura umana, «non per imitazione, ma per propagazione», e che esso pertanto è «proprio a ciascuno» (Dz-Sch. 1513).
    Noi crediamo che nostro Signor Gesù Cristo mediante il Sacrificio della Croce ci ha riscattati dal peccato originale e da tutti i peccati personali commessi da ciascuno di noi, in maniera tale che - secondo la parola dell’Apostolo - «là dove aveva abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia» (Rom. 5, 20).
    Noi crediamo in un sol Battesimo istituito da Nostro Signor Gesù Cristo per la remissione dei peccati. Il battesimo deve essere amministrato anche ai bambini che non hanno ancor potuto rendersi colpevoli di alcun peccato personale, affinché essi, nati privi della grazia soprannaturale, rinascano «dall’acqua e dallo Spirito Santo» alla vita divina in Gesù Cristo (Cfr. Dz-Sch. 1514).
    Noi crediamo nella Chiesa una, santa, cattolica ed apostolica, edificata da Gesù Cristo sopra questa pietra, che è Pietro. Essa è il Corpo mistico di Cristo, insieme società visibile, costituita di organi gerarchici, e comunità spirituale; essa è la Chiesa terrestre, Popolo di Dio pellegrinante quaggiù, e la Chiesa ricolma dei beni celesti; essa è il germe e la primizia del Regno di Dio, per mezzo del quale continuano, nella trama della storia umana, l’opera e i dolori della Redenzione, e che aspira al suo compimento perfetto al di là del tempo, nella gloria (Cfr. Lumen gentium, 8 e 5). Nel corso del tempo, il Signore Gesù forma la sua Chiesa mediante i Sacramenti, che emanano dalla sua pienezza (Cfr. Lumen gentium, 7, 11). È con essi che la Chiesa rende i propri membri partecipi del Mistero della Morte e della Resurrezione di Cristo, nella grazia dello Spirito Santo, che le dona vita e azione (Cfr. Sacrosanctum Concilium, 5, 6; Lumen gentium, 7, 12, 50). Essa è dunque santa, pur comprendendo nel suo seno dei peccatori, giacché essa non possiede altra vita se non quella della grazia: appunto vivendo della sua vita, i suoi membri si santificano, come, sottraendosi alla sua vita, cadono nei peccati e nei disordini, che impediscono l’irradiazione della sua santità. Perciò la Chiesa soffre e fa penitenza per tali peccati, da cui peraltro ha il potere di guarire i suoi figli con il Sangue di Cristo ed il dono dello Spirito Santo.
    Erede delle promesse divine e figlia di Abramo secondo lo spirito, per mezzo di quell’Israele di cui custodisce con amore le Scritture e venera i Patriarchi e i Profeti; fondata sugli Apostoli e trasmettitrice, di secolo in secolo, della loro parola sempre viva e dei loro poteri di Pastori nel Successore di Pietro e nei Vescovi in comunione con lui; costantemente assistita dallo Spirito Santo, la Chiesa ha la missione di custodire, insegnare, spiegare e diffondere la verità, che Dio ha manifestato in una maniera ancora velata per mezzo dei Profeti e pienamente per mezzo del Signore Gesù. Noi crediamo tutto ciò che è contenuto nella Parola di Dio, scritta o tramandata, e che la Chiesa propone a credere come divinamente rivelata sia con un giudizio solenne, sia con il magistero ordinario e universale (Cfr. Dz-Sch. 3011). Noi crediamo nell’infallibilità, di cui fruisce il Successore di Pietro, quando insegna ex cathedra come Pastore e Dottore di tutti i fedeli (Cfr. Dz.-Sch. 3074), e di cui è dotato altresì il Collegio dei vescovi, quando esercita con lui il magistero supremo (Cfr. Lumen gentium, 25).
    Noi crediamo che la Chiesa, che Gesù ha fondato e per la quale ha pregato, è indefettibilmente una nella fede, nel culto e nel vincolo della comunione gerarchica. Nel seno di questa Chiesa, sia la ricca varietà dei riti liturgici, sia la legittima diversità dei patrimoni teologici e spirituali e delle discipline particolari lungi dal nuocere alla sua unità, la mettono in maggiore evidenza (Cfr. Lumen gentium, 23; cfr. Orientalium Ecclesiarum, 2, 3, 5, 6).
    Riconoscendo poi, al di fuori dell’organismo della Chiesa di Cristo, l’esistenza di numerosi elementi di verità e di santificazione che le appartengono in proprio e tendono all’unità cattolica (Cfr. Lumen gentium, 8), e credendo alla azione dello Spirito Santo che nel cuore dei discepoli di Cristo suscita l’amore per tale unità (Cfr. Lumen gentium, 15), Noi nutriamo speranza che i cristiani, i quali non sono ancora nella piena comunione con l’unica Chiesa, si riuniranno un giorno in un solo gregge con un solo Pastore.
    Noi crediamo che la Chiesa è necessaria alla salvezza, perché Cristo, che è il solo Mediatore e la sola via di salvezza, si rende presente per noi nel suo Corpo, che è la Chiesa (Cfr. Lumen gentium, 14). Ma il disegno divino della salvezza abbraccia tutti gli uomini: e coloro che, senza propria colpa, ignorano il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, ma cercano sinceramente Dio e sotto l’influsso della sua grazia si sforzano di compiere la sua volontà riconosciuta nei dettami della loro coscienza, anch’essi, in un numero che Dio solo conosce, possono conseguire la salvezza (Cfr. Lumen gentium, 16).
    Noi crediamo che la Messa, celebrata dal Sacerdote che rappresenta la persona di Cristo in virtù del potere ricevuto nel sacramento dell’Ordine, e da lui offerta nel nome di Cristo e dei membri del suo Corpo mistico, è il Sacrificio del Calvario reso sacramentalmente presente sui nostri altari. Noi crediamo che, come il pane e il vino consacrati dal Signore nell’ultima Cena sono stati convertiti nel suo Corpo e nel suo Sangue che di lì a poco sarebbero stati offerti per noi sulla Croce, allo stesso modo il pane e il vino consacrati dal sacerdote sono convertiti nel Corpo e nel Sangue di Cristo gloriosamente regnante nel Cielo; e crediamo che la misteriosa presenza del Signore, sotto quello che continua ad apparire come prima ai nostri sensi, è una presenza vera, reale e sostanziale (Cfr. Dz.-Sch. 1651).
    Pertanto Cristo non può essere presente in questo Sacramento se non mediante la conversione nel suo Corpo della realtà stessa del pane e mediante la conversione nel suo Sangue della realtà stessa del vino, mentre rimangono immutate soltanto le proprietà del pane e del vino percepite dai nostri sensi. Tale conversione misteriosa è chiamata dalla Chiesa, in maniera assai appropriata, transustanziazione. Ogni spiegazione teologica, che tenti di penetrare in qualche modo questo mistero, per essere in accordo con la fede cattolica deve mantenere fermo che nella realtà obiettiva, indipendentemente dal nostro spirito, il pane e il vino han cessato di esistere dopo la consacrazione, sicché da quel momento sono il Corpo e il Sangue adorabili del Signore Gesù ad esser realmente dinanzi a noi sotto le specie sacramentali del pane e del vino (Cfr. Dz-Sch. 1642, 1651-1654; Pauli VI, Litt. Enc. Mysterium Fidei), proprio come il Signore ha voluto, per donarsi a noi in nutrimento e per associarci all’unità del suo Corpo Mistico (Cfr. S. Th. III, 73, 3).
    L’unica ed indivisibile esistenza del Signore glorioso nel Cielo non è moltiplicata, ma è resa presente dal Sacramento nei numerosi luoghi della terra dove si celebra la Messa. Dopo il Sacrificio, tale esistenza rimane presente nel Santo Sacramento, che è, nel tabernacolo, il cuore vivente di ciascuna delle nostre chiese. Ed è per noi un dovere dolcissimo onorare e adorare nell’Ostia santa, che vedono i nostri occhi, il Verbo Incarnato, che essi non possono vedere e che, senza lasciare il Cielo, si è reso presente dinanzi a noi.
    Noi confessiamo che il Regno di Dio, cominciato quaggiù nella Chiesa di Cristo, non è di questo mondo, la cui figura passa; e che la sua vera crescita non può esser confusa con il progresso della civiltà, della scienza e della tecnica umane, ma consiste nel conoscere sempre più profondamente le imperscrutabili ricchezze di Cristo, nello sperare sempre più fortemente i beni eterni, nel rispondere sempre più ardentemente all’amore di Dio, e nel dispensare sempre più abbondantemente la grazia e la santità tra gli uomini. Ma è questo stesso amore che porta la Chiesa a preoccuparsi costantemente del vero bene temporale degli uomini. Mentre non cessa di ricordare ai suoi figli che essi non hanno quaggiù stabile dimora, essa li spinge anche a contribuire - ciascuno secondo la propria vocazione ed i propri mezzi - al bene della loro città terrena, a promuovere la giustizia, la pace e la fratellanza tra gli uomini, a prodigare il loro aiuto ai propri fratelli, soprattutto ai più poveri e ai più bisognosi. L’intensa sollecitudine della Chiesa, Sposa di Cristo, per le necessità degli uomini, per le loro gioie e le loro speranze, i loro sforzi e i loro travagli, non è quindi altra cosa che il suo grande desiderio di esser loro presente per illuminarli con la luce di Cristo e adunarli tutti in Lui, unico loro Salvatore. Tale sollecitudine non può mai significare che la Chiesa conformi se stessa alle cose di questo mondo, o che diminuisca l’ardore dell’attesa del suo Signore e del Regno eterno.
    Noi crediamo nella vita eterna. Noi crediamo che le anime di tutti coloro che muoiono nella grazia di Cristo, sia che debbano ancora esser purificate nel Purgatorio, sia che dal momento in cui lasciano il proprio corpo siano accolte da Gesù in Paradiso, come Egli fece per il Buon Ladrone, costituiscono il Popolo di Dio nell’aldilà della morte, la quale sarà definitivamente sconfitta nel giorno della Resurrezione, quando queste anime saranno riunite ai propri corpi.
    Noi crediamo che la moltitudine delle anime, che sono riunite intorno a Gesù ed a Maria in Paradiso, forma la Chiesa del Cielo, dove esse nella beatitudine eterna vedono Dio così com’è (Cfr. 1 Io. 3, 2; Dz.-Sch. 1000) e dove sono anche associate, in diversi gradi, con i santi Angeli al governo divino esercitato da Cristo glorioso, intercedendo per noi ed aiutando la nostra debolezza con la loro fraterna sollecitudine (Cfr. Lumen gentium, 49).
    Noi crediamo alla comunione tra tutti i fedeli di Cristo, di coloro che sono pellegrini su questa terra, dei defunti che compiono la propria purificazione e dei beati del Cielo, i quali tutti insieme formano una sola Chiesa; noi crediamo che in questa comunione l’amore misericordioso di Dio e dei suoi Santi ascolta costantemente le nostre preghiere, secondo- la parola di Gesù: Chiedete e riceverete (Cfr. Luc. 10, 9-10; Io. 16, 24). E con la fede e nella speranza, noi attendiamo la resurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà.
    Sia benedetto Dio Santo, Santo, Santo. 
    Amen
    (vatican.va)

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